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Giovanni Vantaggiato aveva un complice dal "naso pronunciato"

Gli inquirenti non credono al fatto che Giovanni Vantaggiato possa aver organizzato l'attentato di Brindisi tutto da solo , tanto che nell'ordinanza di convalida del fermo si ipotizza la partecipazione di almeno un complice, forse dal "naso pronunciato".

Nel corso del primo interrogatorio, il giorno che fu poi emesso il fermo, Giovanni Vantaggiato, che ha confessato di essere l'autore dell'attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, il 19 maggio scorso, ha usato diverse volte la prima persona plurale.
"Noi abbiamo parcheggiato, noi abbiamo fatto..." si sarebbe alle volte lasciato sfuggire Vantaggiato nel corso dell'interrogatorio, ma quando gli inquirenti chiedevano "noi chi?, l'uomo, imprenditore di Copertino, assicurava di aver "fatto tutto da solo".
Per comprendere qualcosa riguardo il movente si è però dovuto attendere il 9 giugno, il giorno in cui davanti al gip di Lecce, che ha convalidato il fermo e la custodia cautelare in carcere, Giovanni Vantaggiato spiega che avrebbe organizzato l'attentato perché in passato sarebbe stato vittima di due truffe, oltre al fatto che da qualche anno anche alcuni appalti per la fornitura di gas erano stati revocati, compreso quello alla scuola Morvillo Falcone.
Vantaggiato lascerebbe intendere che il suo sarebbe stato quindi un gesto dimostrativo contro le Istituzioni, perché non gli avrebbe reso giustizia, situazione che si sarebbe aggravata a causa della crisi economica si era abbattuta anche sulla sua attività.
Spiegazioni però che non sembrano convincere del tutto gli inquirenti, tanto che nella ordinanza emessa dal gip si convalida il fermo "per avere, (Giovanni Vantaggiato, ndr) in concorso con altri, compiuto atti consistiti nell'aver fatto esplodere tre bombole" davanti alla scuola Morvillo falcone di Brindisi, causando la morte di Melissa Bassi e ferendo, anche gravemente, altre studentesse che si stavano recando nell'istituto, tra cui Veronica Capodieci.
Gli inquirenti sembrano abbastanza certi che Gioavnni Vantaggiato abbia avuto almeno un complice per questo attentato programmato "fin da prima di Natale", come si legge sempre nell'ordinanza, dove si precisa: "Nel corso dell'interrogatorio (...) almeno in due circostanze, l'imputato, nella narrazione, ha utilizzato il plurale (con riferimento ad esempio al posizionamento dei sedili che ha detto: 'abbiamo tirato avanti') così dimostrando che tutte le volte che si è trovato a passare da un argomento all'altro, potendo concentrarsi di meno sulle risposte, ha implicitamente ammesso la presenza di almeno un altro complice".
Nell'ordinanza di convalida del fermo del gip di Lecce si sottolinea poi che "nel corso dell'interrogatorio del P.M. ha utilizzato (Vantaggiati, ndr) il plurale in molte più occasioni confermando così, che nonostante la volontà di negare la presenza di complici, non può aver agito da solo. A conferma di questa circostanza si adduce, inoltre, la testimonianza di (omissis) che ha dichiarato, in data 19 maggio 2012, di aver notato verso le ore 1:30, nei pressi del chiosco (quello del video, la cui telecamera riprende Vantaggiato azionalre il telecomando della bomba, ndr), un uomo che spingeva un bidone della spazzatura munito di ruote, tenendolo dalla parte delle maniglie, inclinato verso il suo corpo, e che andava in direzione della scuola. L'uomo aveva corporatura robusta e spalle larghe ed indossava pantaloni e giacca neri, nonché cappello con visiera. Era alto circa un metro e ottanta ed aveva il naso pronunciato. Sebbene le descrizioni successive siano state in parte diverse (mai diverse, comunque, sull'abbigliamento) la prima descrizione fornita appare la più attendibile, perché immune da condizionamenti legati alle comunicazioni mediatiche. Questa descrizione, assolutamente non corrispondente alle fattezze fisiche di Giovanni Vantaggiato, confermerebbe la presenza di altre persone sul luogo del delitto, almeno delle fasi preparatorie dello stesso. Il Vantaggiato, infatti, ha ripetuto nel corso dell'interrogatorio di granzia di avere indossato, sia la notte precedente all'attentato che al momento dell'attivazione dell'ordigno, gli stessi abiti, ovvero giacca scura e pantaloni chiari". Infine nell'ordinanza si motiva l'aggravante di finalità terroristiche all'attentato con il fatto che "nella fase attuale delle indagini non si può escludere la partecipazione di terze persone come si è già fatto rilevare esaminando l'interrogatorio dell'imputato".

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