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Fratelli Gravina: riapertura fascicolo, mamma: forse è omicidio

Dopo un esposte della madre di Ciccio e Tore Pappalardi, la Procura di Bari ha riaperto il fascicolo sulla morte dei due fratelli di Gravina di Puglia. La mamma sospetta infatti che potrebbe non essere stato un incidente ma un omicidio.

Si riaccendono i riflettori sulla morte dei fratelli di Gravina, Ciccio e Tore Pappalardi, scomparsi il 5 giugno 2006 e ritrovati solo 20 mesi dopo, ormai morti, all'interno di una cisterna interrata situata in una casa padronale abbandonata del paese. Inizialmente fu arrestato, sospettato di omicidio, il padre di Ciccio e Tore Pappalardi, Filippo, che però era del tutto estraneo alla vicenda. Dopo il ritrovamento dei due fratelli di Gravina di Puglia all'interno della cisterna l'inchiesta fu archiviata, ma la madre dei due bambini di 13 e 11 anni sembra avere il sospetto che non si sia trattato solo di un tragico incidente. "Ci sono verità nascoste in un maledetto fascicolo che nessuno ha mai preso in considerazione" spiega Rosa Carlucci ai microfoni di Domenica 5 - ecco perché non mi fermo. Le modalità con cui sono stati trovati i miei figli presentano delle anomalie ed è giusto che mi diano spiegazioni". La madre di Ciccio e Tore Pappalardi afferma che sarebbe disposta anche ad una riesumazione dei cadaveri dei due fratellini perché "leggendo l'esito dell'autopsia, sono venute fuori delle anomalie che all'epoca vennero taciute - continua Rosa Carlucci - Ciccio aveva un arto completamente distaccato dal corpo, e ci sono altri indizi oltre a questa anomalia; per questo motivo ho chiesto la riesumazione dei corpi dei bambini. La morte dei miei figli potrebbe non essere stata un incidente, ma un omicidio". Quello che sospetta la madre dei due fratellini di Gravina è che Ciccio e Tore siano stati costretti ad una sorta di "prova di coraggio" da dei bulli del paese. "Ho scoperto che miei figli non erano soli nel casolare, ma con altri amici, dei bulli, che hanno fatto fare una prova di coraggio in modo bestiale a Ciccio e Tore e li hanno lasciati al loro destino - aggiunge la donna - L'ultima volta che ho visto i miei figli erano molto tristi e mi dicevano che dentro di loro sentivano che qualcuno avrebbe fatto loro del male". Per la madre dei due fratellini di Gravina di Puglia "il fascicolo con le testimonianze contrastanti dei ragazzi con cui erano nel casolare quel pomeriggio non è stato approfondito", ipotizzando anche che ci potrebbe essere stata "la complicità di qualcuno che ha sempre taciuto". Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, che si occupa del caso dei due fratellini di Gravina dopo la riapertuta del fascicolo, avvenuta dietro esposto della madre, precisa però che "l'indagine si svolge sulla base di cose già fatte. Sono in corso delle verifiche. Tecnicamente non ci possono essere forme di riesumazione e non avrebbero senso".

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