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Erika De Nardo torna libera, ma rimarrà in comunità. Forse all'estero

Erika De Nardo, che nel 2001 uccise insieme all'allora fidanzatino Omar Favaro la madre, Giusy Cassini, e il fratellino di 11 anni Gianluca, torna ad essere una donna libera. Ma continuerà il suo percorso di "rieducazione", presso la comunità Exodus di don Mazzi.

Erika De Nardo, che uccise con 96 coltellate il 21 febbraio del 2001 a Novi Ligure, insieme all'allora fidanzatino Omar Favaro, la madre Giusy Cassini, 42 anni e il fratellino Gianluca, di solo undici anni, è ora una donna libera. Erika De Nardo ha oggi 27 anni (17 ai tempi del delitto) ed ha scontato la sua pena, condannata a sedici anni per duplice omicidio divenuti poi circa undici grazie ad indulto e buona condotta. Già fuori dal carcere da qualche mese anche Omar Favaro. I social network e la rete, invece di discutere animatamente per esempio sul blocco dell'adeguamento delle pensioni e riguardo ad una manovra "lacrime e sangue", si riempiono immediatamente di commenti contro la scarcerazione di Erika, dimenticandosi forse che l'obiettivo principe di una pena è la rieducazione. Rieducazione che Erika De Nardo sta portando avanti presso la Fondazione Exodus (Lonato, in provincia di Brescia) di don Mazzi, da 25 anni "in prima linea nella prevenzione e cura della grave marginalità sociale" e che "oggi si propone di raccogliere una nuova sfida, quella dell'emergenza educativa, con l'obiettivo di intervenire precocemente per 'arrivare prima' che gli adolescenti manifestino segnali di disagio", come si legge mission sul loro sito. Come riporta il Corriere.it (http://is.gd/jdEEV2), don Mazzi scriveva, e ricordava, ad Erika De Nardo che "nessuno è irrecuperabile, come nessuno è santo per decreto divino. La bestia è sempre in agguato dentro noi. Il domatore talvolta viene travolto, altre volte è immolato, spesso inascoltato - sottolineando - Vorrei che tu capissi quanto è importante rileggere il tuo passato, non per pescare nel torbido ma per rigenerarlo e tradurlo, in novità di vita. La straordinaria dignità di tuo padre, ti sia di stimolo". Il sacerdote spiega quindi alla ragazza: "Sai bene che ti vorrei mandare, per alcuni anni, all'estero in una mia struttura, per trasformare una tragedia così sconvolgente in un'avventura impegnativa e testimoniale". E sembra che Erika De Nardo, che solo pochi giorni prima di tornare libera scriveva una lettera, pubblicata sul Quotidiano Nazionale, indirizzata all'ex fidanzato Omar Favaro, che definiva un "viscido senza dignità" che userebbe la madre e il fratello della ragazza solo per un po' di "popolarità" e chiedendogli infine di "non speculare" sulla sua famiglia, abbia deciso di accettare la proposta di don Mazzi. "Ho deciso di lavorare con te per un certo periodo perché sono contenta di continuare a maturare e ad aiutare gli altri - scriverebbe Erika al sacerdote - Continuerò il mio percorso comunitario e ti prego di dire alla stampa di non contattare né me, né la mia famiglia che merita un po' di serenità". Questo sarà quindi il primo Natale che Erika potrà passare con il padre, Francesco De Nardo, che nonostante la sconvolgente tragedia non ha mai smesso di rimanere accanto alla figlia.

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