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Don Michele Di Stefano ucciso a Ummari: arrestato fedele "irritato" da omelie

C'è un arresto per l'omicidio di Don Michele Di Stefano, il parroco di 79 anni ucciso tra il 25 e il 26 febbraio a Ummari (Trapani). A confessare il delitto un fedele di 33 anni, disoccupato, che avrebbe spiegato di essere rimasto "irritato" per alcune severe omelie del sacerdote.

C'è un arresto per l'omicidio di Don Michele Di Stefano, il parroco di 79 anni ucciso nella notte tra il 25 e il 26 febbraio scorso a Ummari (Trapani). Circa due mesi fa, don Michele Di Stefano era stato trovato morto, ucciso da alcuni colpi di bastone, nel suo letto in canonica, nel borgo Livio Bassi dove viveva da solo. Don Michele Di Stefano era parroco di Ummari, ma per 43 anni era stato sacerdote a Fulgatore, altra frazione di Trapani, tanto che molti fedeli si recavano nella chiesa "Gesù Giuseppe e Maria" per ascoltare la sua messa. E proprio un fedele di Fulgatore avrebbe ucciso Don Michele Di Stefano. Stando alle prime indiscrezioni, infatti, un giovane di 33 anni, disoccupato, pare con precedenti per incendio, avrebbe infatti confessato il delitto dopo una notte di interrogatorio. Si tratterebbe di Antonio I., e agli inquirenti l'uomo avrebbe spiegato di aver ucciso Don Michele Di Stefano poiché "irritato" per il fatto che il parroco, nel corso si alcune severe omelie, si sarebbe soffermato su alcuni "misfatti" della piccola comunità, e ciò a giudizio del 33enne avrebbe reso riconoscibili le identità delle persone coinvolte.

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