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Delitto Olgiata: DNA incastra ex domestico filippino della contessa

Sembra essere ad una svolta il delitto dell'Olgiata, visto che sarebbe stato fermato per l'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, a 20 anni di distanza, un ex domestico filippino della villa. Ancora una volta sarebbe un DNA isolato la prova che lo incastrerebbe.

Sarebbe stato fermato per l'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, avvenuto il 10 luglio 1991 nella sua villa dell'Olgiata, l'allora domestico filippino Winston Manuel, oggi 41enne. Il domestico filippino era entrato già venti anni fa tra i primi sospettati del delitto dell'Olgiata, ma finora nessuna prova era stata trovata a suo carico. Pare invece che a motivare il fermo sia stato il ritrovamente di tracce di DNA compatibile con quello prelevato su uno degli oggetti che si trovavano nella stanza della contessa Alberica Filo della Torre la mattina del delitto, pare sullo zoccolo che servì per tramortire la donna prima di essere strangolata. Pare che il fermo sia stato motivato dal possibile "pericolo di fuga" dell'uomo. Il giallo dell'Olgiata rientra nella cerchia di quei delitti irrisolti, come quelli di via Poma e di Emanuela Orlandi, che tanto hanno appassionato le cronache e i lettori dell'epoca. Il delitto dell'Olgiata, infatti, sembra racchiudere tutti quegli elementi che fanno di un romanzo un best seller. La contessa Alberica Filo della Torre fu infatti trovata morta nella sua camera da letto il 10 luglio 1991, prima tramortita e poi strangolata, mentre nella villa situata nella zona residenziale alla periferia nord di Roma fervevano i preparativi per festeggiare i 10 anni di matrimonio con Pietro Mattei, costruttore della capitale. Il marito ha un alibi di ferro, anche se per un certo periodo è stato anch'esso sospettato, poi si pensa ad un delitto passionale, quindi ad un possibile amante. Tutte ipotesi che non stanno in piedi. Al centro delle indagini, per un lungo periodo, anche un vicino di casa, Roberto Iacono, figlio dell'ex governante di casa Mattei pare affetto da lievi problemi psichici, e appunto il filippino Winston Manuel, ma il bandolo della matassa sembrava essere impossibile da trovare, tanto che nel 2005 la Procura di Roma presenta anche una richiesta di archiviazione, a cui si oppose il legale del vedovo della contessa, Mattei. Prima del 2005, tra i sospetti anche un uomo dei servizi segreti, tanto che si indagò su conti correnti esteri della contessa per capire se erano stati creati per trasferire fondi illeciti del Sisde. Ma anche questa pista fu abbandonata. Fino alla svolta di ieri, che se non può di certo ancora mettere la parola fine sul delitto dell'Olgiata può certamente aprire un nuovo capitolo dell'inchiesta.

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