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Castagneto Carducci, omicidio Ilaria Leone: arrestato senegalese, "persona violenta"

E' stato arrestato per l'omicidio di Ilaria Leone, avvenuto a Castagneto Carducci, un senegalese di 34 anni. L'uomo non ha confessato ma su di lui pesano "pesanti indizi". Il procuratore sottolinea che il senegalese "era una personalità compatibile con quanto è successo" perché "conosciuto come persona violenta".

Un giovane senegalese di 34 anni, portato in caserma ieri mattina, è stato poi arrestato e portato nel carcere di Livorno. Il senegalese, Ablaye Ndoye, è accusato dell'omicidio di Ilaria Leone, la ragazza di 19 anni trovata morta in un uliveto località Piantoni, alle spalle di Castagneto Carducci dove viveva. Gli inquirenti ipotizzano però che l'assassino di Ilaria Leone abbia ucciso la ragazza in un luogo diverso, e poi abbia cercato di occultarne il cadavere. Sul luogo del ritrovamento, infatti, ci sono segni di trascinamento. Il senegalese arrestato "era conosciuto come spacciatore - spiega il procuratore Francesco De Leo durante la conferenza stampa dei carabinieri a Livorno, chiamata ieri pomeriggio - e la giovane era una consumatrice di sostanze stupefacenti". Stando alle ultime ricostruzioni, Ilaria Leone avrebbe avuto un appuntamento con qualcuno, dopo essere uscita dal ristorante dove lavorava "La Gramola", intorno alle 21:45 del 1 maggio. Prima della scomparsa, dopo le ore 22:00, qualcuno avrebbe anche visto Ilaria Leone parlare in maniera alterata al cellulare. Telefonino però che sul luogo del ritrovamento del cadavere non è stato ritrovato. Il cellulare sembra infatti che era all'interno dello zaino di Ablaye Ndoye, che a quanto pare era stato nascosto nel giardino della casa, dove il senegalese abitava con altri connazionali. Sembra inoltre che l'ultima telefonata di Ilaria Leone fosse stata diretta proprio al senagalese Ablaye Ndoye. Inoltre, ad aiutare gli inquirenti nelle indagini anche la comunità senegalese, che ha avuto, sottolinea il procuratore, "un ruolo fondamentale".

Il procuratore Francesco De Leo spiega che l'uomo arrestato "era una personalità compatibile con quanto è successo" poiché "conosciuto come persona violenta e con precedenti per lesioni, furto e danneggiamento". Come riporta il quotidiano il Tirreno, il 19 ottobre del 2010 Ablaye Ndoye era stato arrestato con ancora in mano l'ascia con cui aveva danneggiato un bar, rincorso un commesso e minacciato altre persone. Il senagalese aveva allora patteggiato una condanna a 5 mesi per minacce e danneggiamenti, ma con la sospensione condizionale della pena. Ablaye Ndoye, quindi, era stato rimesso immediatamente in libertà. Il senegalese, comunque, non ha confessato il delitto di Ilaria Leone, anche se il procuratore sottolinea come "su di lui ci sono pesanti indizi". Inoltre, precisa che "Ablaye Ndoye non aveva il permesso di soggiorno ed era già destinatario di un provvedimento di espulsione le cui pratiche erano in corso". Ieri sera si è svolta una veglia per Ilaria Leone, e in una nota il sindaco Fabio Tinti spiega: "Quello che è successo a Ilaria è una cosa atroce, indicibile, sconvolgente che ci lascia senza parole. Siamo tutti vicino alla mamma, al babbo e a Mattia. Castagneto Carducci non ha mai vissuto episodi di questo genere. Siamo una comunità coesa e solidale che rifiuta ogni tipo di violenza".

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