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Caso Bergamini: dopo 24 anni fidanzata indagata per concorso in omicidio

Donato Denis Bergamini forse non si è suicidato sotto un autocarro, come finora si era pensato. A 24 anni di distanza dalla morte dell'ex calciatore del Cosenza, la fidanzata di Bergamini, testimone oculare del suicidio, viene infatti indagata per per concorso in omicidio volontario.

Donato Denis Bergamini, ex calciatore del Cosenza, è morto 18 novembre 1989 a 27 anni, fino ad oggi sembra sulla statale 106 di Roseto Capo Spulico (nel cosentino). Bergamini infatti è stato ritrovato sulla strada, e la prima indagine, con relativa sentenza nel 1992, fu archiviata come suicidio. Ad assistere al presunto suicidio di Donato Bergamini l'autista del Fiat Iveco 180, Raffaele Pisano, e l'ex fidanzata del giocatore, Isabella Internò, che raccontò agli inquirenti che l'ex calciatore si era "gettato a pesce" sotto l'autocarro. Oggi la notizia che proprio Isabella Internò è stata raggiunta da un avviso di garanzia, poiché a 24 anni di distanza dalla tragedia è indagata per concorso in omicidio volontario, di Donato Bergamini. La prima svolta è arrivata quando Eugenio Gallerani, il nuovo avvocato della famiglia Bergamini, che non ha mai creduto al suicidio, ha messo in risalto in un memoriale di circa 200 pagine alcune lacune riscontrate nella prima indagine. Nel 2011, il memoriale è stato quindi consegnato alla Procura di Castrovillari, che ha deciso di riaprire l'inchiesta sulla morte di Donato Bergamini. Nel febbraio scorso, la notizia che i Ris di Messina hanno quindi scoperto che il corpo di Donato Bergamini investito dall'autocarro in realtà era già un cadavere. Bergamini, quindi, era morto prima, forse ucciso visto che, stando a tale ipotesi, qualcuno avrebbe quindi trasportato il cadavere sulla strada e organizzato la messinscena del suicidio.

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