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Omeopatia agopuntura in ospedale. Garattini: quando maghi e guaritori?

All'ospedale "Petruccioli" di Pitigliano (Grosseto) l'omeopatia, la fitoterapia e l'agopuntura sono praticate insieme alle tecniche della medicina tradizionale, nell'ottica della legge regionale della Regione Toscana. Ma Silvio Garattini, dal settimanale Oggi, critica pesantemente la scelta.

I vecchi medici condotti, oltre ad una formidabile capacità di anamnesi portavano con sé anche delle pillole di saggezza che arricchivano la cultura del paziente, forgiandone il carattere anche nei confronti della malattia. Questi medici "antichi" che passavano con disinvoltura dal far nascere un bimbo alla cura "al volo" delle fratture, di solito dicevano con un sorriso, una volta stretta la benda, "medicus curat, natura sanat", ovvero "il medico cura, la natura guarisce". Un detto che rappresenta un atto di umiltà di fronte alla complessità del mondo e della potenza della natura, che può essere solamente "sollecitata" dal medico alla guarigione. Saggezza d'altri tempi, assolutamente fuori moda nel mondo "moderno", quello fatto di superfarmaci 2.0 che però creano anche malattie "super iatrogeniche" (cioè causate dal sistema medico stesso). L'umiltà oggi è diventata un optional e la scienza, luogo di dibattimento per eccellenza, è divenuta sempre più un posto dove il detto latino di riferimento non è certo più "medicus curat, natura sanat" ma "ubi maior, minor cessat". E i giudizi verso tutto ciò che non passa direttamente per l'ortodossia viene stroncato senza appello. In queste ore ad esempio si è accesa una forte polemica (solamente agli inizi) sulle dichiarazioni di Silvio Garattini, direttore dell'istituto ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che sul settimanale "Oggi" (in edicola da mercoledì) commenta la notizia dell'apertura a Grosseto del "primo ospedale con medicina integrata". A Grosseto infatti, al "Petruccioli" di Pitigliano prende il via il primo ospedale di medicina integrata. Addirittura a novembre del 2008 Fabio Roggiolani, presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, dichiarava proprio sul Petruccioli: "Finisce una guerra tra la medicina classica e le medicine complementari, che ha causato vittime solo tra i pazienti". La sperimentazione del "Petruccioli" di Pitigliano si inquadra nella legge regionale (9/2007) che in Toscana regola proprio queste "medicine complementari" con evidente lungimiranza e apertura mentale, ben conosciuta in altri paesi europei. Ma Garattini non ci sta a sentir parlare di omeopatia, fitoterapia e agopuntura negli ospedali e si chiede dalla pagine del settimanale: "Ora: è davvero possibile porle sullo stesso piano? (le due "medicine" ndr) No, perché c'è una grande asimmetria nel modo in cui vengono sviluppate. Da qualche decennio, la vera medicina cerca di passare dalle impressioni alle prove, per evitare che i malati vengano trattati senza la ragionevole sicurezza di ricevere interventi che indurranno un giovamento. È la medicina basata sull'evidenza, sempre più attenta a valutare criticamente il rapporto benefici-rischi e, a parità di benefici, il rapporto costi-benefici". E Garattini non indora la pillola quando parla dell'"altra medicina" sentenziando: "L'altra medicina è invece completamente senza prove. L'agopuntura è tutta in discussione, anche per le molteplici modalità con cui può essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla; i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano, e possono variare da preparazione a preparazione". Ma le parole di fuoco di Garattini non finiscono qui, mettendo sul banco anche il problema dei costi visto che "i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sono frutto di negoziazioni, i prodotti omeopatici e fitoterapici hanno facoltà di fissare il prezzo che si vuole" e che "la pseudo-ragione che determina la scelta di mettere le due medicine sullo stesso piano si basa sul diritto dei cittadini a essere liberi nella scelta o nel rifiuto delle terapie. E nessuno contesta tale diritto". Per cui Garattini si chiede: "Se si accettasse il principio per cui bisogna accontentare i desideri di tutti, perché non dare spazio in ospedale anche a maghi e guaritori, nei quali una parte del pubblico ripone grande fiducia?". Ovviamente l'intervento non finisce qui ed è tutto da leggere (e meditare), soprattutto per il passaggio "politico" sull'impatto delle "due medicine" sul Sistema Santitario Nazionale. Tutto l'intervento è disponibile anche online sul settimanale "Oggi" (http://is.gd/R6e0hZ) che ha ospitato anche la prima risposta a Garattini da parte di Aldo Liguori, docente di Agopuntura alla Sapienza di Roma che sottolinea la posizione "anacronistica" di Garattini e il fatto che "nel caso di Grosseto, si parla di medicina 'complementare', non 'alternativa'". Ma la polemica è solo al principio visto che, anche nelle medicine "alternative" o "complementari" ci sono medici e professionisti che non possono (e non vogliono) essere considerati dei venditori di olio di serpente.

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