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Omeopatia, Christian Boiron replica a Remuzzi: "sterile guerra"

Laboratori confermano la ricerca sull'"acqua informata" di Montagnier. Il mondo scientifico avverte piccole onde sui bicchieri. Il fantasma dell'"innominabile" Benveniste rivendica una giusta memoria (anche della "sua" acqua). La "guerra tra medicine" si riaccende. Ma Boiron invoca la pace.

L'atmosfera è simile a quella vissuta nella "puntata precedente" della "guerra" (almeno sulla stampa) tra omeopatia e allopatia, ovvero tra "medicina alternativa" e "medicina ufficiale". La querelle di fine aprile scorso derivava dalle dichiarazioni di Silvio Garattini, direttore dell'istituto ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano ("Omeopatia agopuntura in ospedale. Garattini: quando maghi e guaritori?" http://is.gd/8641a4) che aveva pesantemente attaccato il mondo della medicina alternativa con dichiarazioni molto aspre: "L'altra medicina è invece completamente senza prove - scriveva Garattini - L'agopuntura è tutta in discussione, anche per le molteplici modalità con cui può essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla; i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano, e possono variare da preparazione a preparazione". Sulle dichiarazioni di Garattini era intervenuto addirittura Christian Boiron, Direttore Generale dell'"azienda familiare numero uno al mondo dell'omeopatia" (ma anche docente di Scienze Umane alla Facoltà di Medicina di Lione) che, invece di rispondere in modo aggressivo, portava, inaspettatamente per molti, un "ramoscello d'ulivo" (forse anche per le sue proprietà "disintossicanti") a Garattini e a chi la pensa come lui. Un'offerta di "pace tra medicine" a tutto vantaggio dei pazienti: "E' ormai giunto il momento che allopatia e omeopatia cessino di combattersi e si uniscano al fine di portare un beneficio ai malati, che non attendono altro" diceva Christian Boiron in quella occasione ("Boiron vs Garattini: 'allopatia e omeopatia cessino di combattersi'" http://is.gd/7F6crp). Poi fu il silenzio, dopo il diluvio (e la relativa "diluizione" delle polemiche"). Ma ora, in piena estate, è giunta la volta della nuova puntata dello scontro tra "medicina ufficiale" e "medicina alternativa", come se esistessero più "medicine" e come se non fosse più vero il millenario detto latino "medicus curat, natura sanat". Questa volta ha inavvertitamente dato fuoco alle polveri la pubblicazione di una ricerca scientifica "d'alto rango": con uno studio firmato da Montagnier, Aissa, Del Giudice, Lavallee, Tedeschi e Vitiello (pubblicato sul prestigioso "Journal of Physics") si dimostra l'esistenza dell'"acqua informata". Insomma, in altre parole, questa scoperta rimette in gioco le ricerche di Jacques Benveniste sulla "memoria dell'acqua" ed apre nuove prospettive sui medicinali omeopatici. Ingredienti che, sia pur in diluizione infinitesimale, hanno il potere di scuotere la scienza "mainstream" dalle fondamenta. Sul Corriere della Sera del 25 luglio il dottor Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri) scrive un articolo durissimo sulla ricerca firmata da Luc Montagnier (scopritore dell'HIV nel 1983, Premio Nobel per la medicina 2008) rievocando le pagine di Nature del 1988 e definendo il nuovo studio "tutto molto vago però, almeno a giudicare con i criteri della scienza", e dulcis in fundo, concludendo che "E' capitato tante volte, malati di leucemia e linfoma per esempio o di malattie autoimmuni o di altre malattie gravi a cui medici o cultori di omeopatia hanno suggerito di sospendere terapie che li avrebbero guariti. Sono successi disastri. E' così che l'omeopatia può far male o anche malissimo". Immediate le repliche dello staff di Montagnier che risponde seccamente e nel modo più "scientifico" possibile, cioé con la ripetizione dell'esperimento. Il Prof. Emilio Del Giudice, ricercatore di fama internazionale all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, esperto di fisica delle particelle elementari e di Fisica dei sistemi biologici, sottolinea: "Il dott. Remuzzi dice cose non vere: l'esperimento di Montagnier, al quale ho avuto l'onore di collaborare, non è la relazione a una conferenza, bensì è un articolo scientifico vero e proprio, ripreso successivamente in diverse conferenze, e inoltre – anche se immagino la cosa darà assai fastidio a chi fa della scienza un dogma – è già stato ripetuto con successo in quattro diversi laboratori, due a Parigi, uno a Montreal (Canada) e uno a Yaoundè (Camerun)" (leggi "Memoria dell'acqua: 'ripetuto con successo in diversi laboratori'" http://is.gd/ppvh51). Ma ha senso questa guerra tra "medicine"? E' ancora una volta Christian Boiron a chiederselo, replicando anche lui a Giuseppe Remuzzi e al suo attacco all'omeopatia. "Omeopatia e allopatia sono due terapeutiche, entrambe necessarie alla medicina, entrambe con punti di forza e di debolezza. Non ha senso insistere nel contrapporle a tutti i costi. La medicina è una sola; l'unica strada percorribile è quella dell'integrazione, che si può ottenere solo favorendo un dialogo che ha come obiettivo quello di curare i pazienti. Sta infatti al medico scegliere in maniera complementare e intelligente la terapia più adatta per curare quel paziente in quella specifica patologia", replica Christian Boiron. E ricorda a tutti anche i "disastri" della medicina allopatica, ovvero la piaga delle cosiddette "malattie iatrogeniche". Dice Boiron: "Non si possono privare i pazienti dei medicinali allopatici; in alcuni casi sono indispensabili. Ma bisogna sempre ricordare che essendo basati su dosi ponderali hanno effetti indesiderati, talvolta anche mortali (almeno 1 milione di morti all'anno nel mondo)". Christian Boiron osserva poi che: "I medicinali omeopatici sono a dosi infinitesimali, ed è proprio grazie a questa specificità che non hanno effetti collaterali. Sono efficaci, risolutivi in molte patologie - come allergie, rinofaringiti, traumi, disturbi d'ansia - e in malattie gravi come per esempio il cancro, aiutando a sopportare gli effetti indesiderati di chemioterapia e radioterapia. L'omeopatia rappresenta, quindi, una formidabile opportunità per la medicina". Il direttore generale della Boiron poi conclude con un nuovo "ramoscello d'ulivo": "Anziché continuare questa sterile guerra, è fondamentale unire le forze per far evolvere la medicina, avendo come unico obiettivo la salute dei pazienti". Nuovamente l'acqua del diluvio sarà "informata".

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