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Ferrero: spot Nutella difende olio di palma. Ma le sostanze che danneggiano DNA?

La Ferrero inizia la sua campagna di marketing in difesa dell'olio di palma e quindi della sua preziosa (e per molti 'untouchables') Nutella. Ma non tutti sono concordi sul fatto che l'olio di palma sia "sicuro e sostenibile" a partire dall'Efsa che non ha potuto fissare un limite minimo tollerabile della sostanza glicidil esteri degli acidi grassi che si può sviluppare negli alimenti con olio di palma o grasso di palma.

Dopo che molte aziende hanno cominciato a pubblicizzare i loro prodotti specificando che sono senza olio di palma, la Ferrero corre ai ripari poiché non sembra assolutamente intenzionata a modificare le proprie ricette, soprattutto quella della Nutella. Ecco quindi che è pronta a lanciare un proprio spot dove viene assicurato al consumatore che "come tutti gli oli vegetali di qualità il nostro olio di palma è sicuro". Nella pubblicità viene quindi spiegato che l'olio di palma utilizzato dalla Ferrero per la Nutella "proviene da frutti spremuti freschi, da fonte sostenibile ed è perfetto per esaltare il gusto dei nostri prodotti e renderli così cremosi".

C'è però a questo punto chi probabilmente si chiederà: ma se questo olio di palma è così eccezionale, perché la Ferrero non l'ha mai indicato in etichetta fino a quando non è divenuto obbligatorio? E' solo dal dicembre 2014 infatti che, in base ad un regolamento europeo, le aziende hanno avuto l'obbligo di indicare in etichetta il tipo di olio che fino al quel momento veniva indicato con un generico "di origine vegetale". E la Ferrero ha iniziato a cambiare le etichette di tutti i suoi prodotti (non solo la Nutella) appena 4 mesi prima dell'entrata in vigore della nuova legge.

La Ferrero assicura inoltre che utilizza olio di palma proveniente da "fonte sostenibile". Nel novembre 2015 il consumatore ha scoperto però che la politica della "no deforestazione" non è purtroppo sempre indice di rassicurazione, visto che per esempio i devastanti incendi dolosi in Indonesia sono stati provocati proprio "da compagnie produttrici di olio di palma cosiddetto 'sostenibile'", come denunciò Greenpeace.

Infine, è bene ricordare perché molte aziende hanno cominciato ad eliminare dai loro prodotti l'olio di palma (il che ovviamente non li rende obbligatoriamente più salutari). Anche se la Ferrero afferma che "il nostro olio di palma è sicuro", nel maggio scorso è stata l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) a mettere in guardia i consumatori dai "contaminanti da processo", cioè sostanze che si formano quando gli alimenti subiscono alterazioni chimiche durante la trasformazione. Nello studio è stato evidenziato che "i più elevati livelli di glicidil esteri degli acidi grassi (GE), come pure di 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi sono stati rinvenuti in oli di palma e grassi di palma".

L'Efsa ha quindi avvertito che il rischio è significativo visto che "ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo (composto precursore dei GE) sia genotossico (nocivo per il DNA) e cancerogeno" e per questo non è stato stabilito un livello di sicurezza per i GE. In altre parole, non esiste attualmente un limite minimo tollerabile della sostanza glicidil esteri degli acidi grassi che si può sviluppare negli alimenti con olio di palma o grasso di palma.

Per la multinazione di Alba però "l'olio di palma può essere una scelta responsabile e sostenibile, basata sulla scienza" come assicura l'amministratore delegato di Ferrero Italia Alessandro d'Este. A volte però è proprio la scienza a mettere in guardia contro l'olio di palma. Uno studio condotto dal professor Francesco Giorgino e dal suo gruppo dell'Università di Bari, con la collaborazione dell'Università di Pisa e dell'Università di Padova, centri affiliati con la Società Italiana di Diabetologia, ha infatti mostrato che l'abuso di prodotti contenenti olio di palma potrebbe essere tra le cause del diabete mellito, visto che la proteina p66Shc sintetizzata da questo olio sarebbe capace di distruggere le cellule beta del pancreas che producono l'insulina, ormone essenziale per tenere sotto controllo la glicemia.

© riproduzione riservata | online: | update: 31/10/2016

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