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Obesità, Fazio: "un milione di bimbi con probabili conseguenze gravi"

Sovrappeso e obesità rappresentano un'emergenza mondiale. L'Italia non fa eccezione con 6 milioni di obesi e 3 milioni di diabetici adulti, e guarda al futuro con un 35 per cento di bambini in sovrappeso o già obesi. Fondamentale corretta alimentazione e sport.

Le cifre sull'obesità in Italia incominciano a denotare una vera e propria emergenza. E' proprio il Ministro Fazio ad evidenziarlo al convegno "Appropriatezza clinica, strutturale, tecnologica e operativa per la prevenzione, diagnosi e terapia dell'obesità e del diabete mellito", in cui è stato presentato il decimo volume della collana "Quaderni del Ministero della Salute" (disponibili anche on-line all'indirizzo www.quadernidellasalute.it). Al Ministro Fazio, come si legge sull'AGI (http://is.gd/8DAmBH) preoccupa soprattutto l'obesità infantile in Italia "che riguarda il 35% dei bambini italiani (obesi o in sovrappeso), il che vuol dire un milione di bimbi con probabili conseguenze gravi, penso ad esempio a complicanze cardiovascolari. Dobbiamo combattere questo fenomeno anzitutto con l'attivita fisica". Ma i bambini non sono certamente i soli a soffrire dei problemi creati da obesità e sovrappeso dato che gli adulti obesi in Italia sono ormai 6 milioni, insieme a 3 milioni che soffrono di diabete. Come scrive in una nota il Ministero della Salute "in tutto il mondo obesità e diabete, soprattutto di tipo 2, sono in preoccupante aumento, rientrando a pieno titolo tra le malattie cronico-degenerative più impattanti sulla salute dei cittadini". Le cifre che fornisce il Ministero non possono che far riflettere: "Le proiezioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità prevedono per il 2015 circa 2,3 miliardi di individui in sovrappeso, più di 700 milioni di obesi e parallelamente più di 300 milioni di diabetici". La relazione tra obesità e diabete, ormai dalle dimensioni planetarie, ha meritato anche la creazione di un neologismo di cui si sente parlare sempre più spesso, cioè "diabesity". La "diabesity", in piena crisi economica ha un suo costo sociale non indifferente: si stima che nel 2010 il diabete ha rappresentato il 10-15% della spesa sanitaria nazionale.

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