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Veronesi nucleare: nel 2120 tutti col cerino in mano

Secondo Umberto Veronesi il ritorno del nucleare in Italia "è inevitabile" anche "se cambia il governo" perché "il petrolio finirà tra 50 anni e il gas tra 150" e quindi nel 2120 i nostri nipoti vivrebbero "con la minaccia della carenza di energia".

Umberto Veronesi, senatore del PD pronto a dimettersi appena verrà ufficializzata la sua nomina all'Agenzia di sicurezza nucleare, sembra dispiaciuto per le critiche che gli sono piovute addosso dal suo partito.
A margine di una sua audizione alla Camera Veronesi risponde a chi ha esternato il dubbio che forse lui sarebbe troppo "vecchio" per ricoprire l'incarico: "Del resto - afferma - leggo ancora senza occhiali e non ho l'Alzheimer".
Anche se qualcuno potrebbe pensare che sul ritorno del nucleare in Italia soffra un po' di miopia.
Umberto Veronesi afferma infatti che il ritorno del nucleare "è inevitabile" già sostenendo che "anche se cambia il governo bisognerà farlo comunque". Veronesi spiega infatti che "il petrolio finirà tra 50 anni, il carbone tra 100 e il gas tra 150 anni" e "se nel frattempo non pensiamo a qualcos'altro rischiamo di rimanere all'asciutto condannando i nostri figli e i nostri nipoti a vivere nel 2120 con la minaccia della carenza di energia".
Secondo Veronesi infatti "oggi c'è la fissione nucleare, tra 20 anni ci sarà la quarta generazione di reattori che sarà senza scorie e poi nel 2070 la fusione". Veronesi oltre ad essere un grande scienziato dimostra qui di avere anche una grande sicurezza nel vaticinio.
Di certo le dichiarazioni di Veronesi sono sembrate un po' fuori luogo per un uomo che ambisce a ricoprire una carica delicata come quella di Presidente dell'Agenzia di sicurezza nucleare che presume una mitezza di giudizio e non un entusiasmo di parte per un'energia che è direttamente derivata e dipendente dalle strategie militari mondiali.
Inoltre le argomentazioni di Veronesi non solo sono discutibili sui numeri e sui fatti ma tralasciano un punto fondamentale per chi ha a cuore le strategie energetiche del nostro Paese. Infatti in Italia non ci sono giacimenti di uranio (anch'esso in esaurimento in tutto il mondo) né la filiera industriale per raffinarlo e trasformarlo nel pericolosissimo combustibile per le centrali. Questa mancanza di autosufficienza nell'approvvigionamento rivela che l'unica soluzione per risolvere il problema energetico in Italia è investire nell'energia rinnovabile.

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