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Uragano Sandy ferma la centrale nucleare di Jersey Shore

L'uragano Sandy fa nuovamente scoprire la "delicatezza" delle centrali nucleari. Dipendenti dalla rete elettrica e dall'acqua per funzionare e non trasformarsi in nuove Fukushima, nel mondo cresce l'apprensione verso i "fermi" dei reattori USA. In special modo per la più vecchia centrale americana, quella di Oyster Creek vicina al Jersey Shore.

La preoccupazione per l'uragano Sandy era concentrata, oltre che sulla popolazione e sugli eventuali danni alle infrastrutture, sulle delicatissime centrali nucleari che, come ha insegnato la catastrofe nucleare di Fukushima, hanno bisogno di essere "attaccate" alla rete elettrica per funzionare. Paradossalmente se "manca la corrente" il reattore nucleare non può "autoalimentarsi" e la sua sopravvivenza è data unicamente dalla forza di potenti generatori diesel. Finita la "benzina" anche la centrale nucleare, in definitiva, si spegne, ma nel modo più violento e letale possibile. Anche l'acqua ha un'importanza vitale per le centrali nucleari. Milioni di litri d'acqua infatti garantiscono in continuazione il raffreddamento del reattore e delle piscine in cui il carburante esausto (ma caldissimo) viene tenuto ad una temperatura accettabile. Da questi elementi si comprende come una tempesta, un uragano, un maremoto o qualsiasi evento naturale che metta in difficoltà la rete elettrica di un Paese o la sua rete idrica possa mettere in seria crisi le centrali nucleari, operative e non.

Il passaggio dell'uragano Sandy, ribattezzato anche "Frankenstorm" per la sua vicinanza ad Halloween nonché per la sua tendenza a trasformarsi in "tempesta perfetta" (evento fortunatamente scongiurato) ha provocato negli USA il "fermo" di almeno tre centrali nucleari. Sono state infatti fermate le seguenti centrali atomiche: Oyster Creek Nuclear Generating Station a Forked River nel New Jersey; l'Indian Point Nuclear Generating Unit 3 a Buchanan (24 miglia da New York City); la Salem Nuclear Generating Station, Unit 1 ad Hancocks Bridge, sempre nel New Jersey. In realtà di "fermo" ce ne sarebbe un quarto, quello di Nine Mile Point Nuclear Station, Unit 1 a Scriba, New York, ma ancora non è certo che l'impianto atomico sia entrato in "automatic shutdown" per cause direttamente riconducibili all'uragano Sandy. Gli occhi sono comunque puntati sulla più "anziana" centrale nucleare per la produzione di energia elettrica americana, ossia la centrale di Oyster Creek. La centrale di Oyster Creek fu costruita dal 1965 al 1969 (anno in cui andò in funzione), ma la sua licenza è stata rinnovata fino al 9 aprile del 2029, in barba alle proteste degli ambientalisti.

Vicina al "Jersey shore" reso famoso da un reality di MTV la centrale di Oyster Creek, secondo il bollettino della U.S.NRC (United States Nuclear Regulatory Commission) prima del passaggio dell'uragano Sandy si trovava in "shut down" per un rifornimento di carburante. Ma la situazione della centrale, sempre secondo U.S.NRC rimane in "alert" per via di serie difficoltà al sistema di pompaggio dell'acqua, necessaria per il raffreddamento dell'impianto nucleare. Impianto che che avrebbe provocato un "Unusual Event" legato al livello dell'acqua non sufficiente. Michael Massaro, vice presidente dell'impianto di Oyster Creek rassicurava proprio ieri la popolazione: "La sicurezza è la nostra priorità numero uno. Siamo pronti a proteggere il nostro stabilimento, i nostri lavoratori e la popolazione, non importa ciò che la tempesta ci getterà addosso". Massaro ha fatto sapere che nei suoi 42 anni di attività Oyster Creek ha resistito egregiamente al maltempo e continuerà a farlo. E' ovviamente quello che tutti, nel mondo, sperano.

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