le notizie che fanno testo, dal 2010

UE ci fa mangiare radioattivo? Presto stop controlli su alimenti da Fukushima

Dal 2016 l'Unione europea potrebbe non richiedere più i controlli sulle radiazioni per alcuni alimenti prodotti a Fukushima, dove nel 2011 sono esplose le centrali nucleari della Tepco. In particolare, l'UE prevede di esentare dai controlli verdura, piante selvatiche commestibili (da erboristeria?), frutta, prodotti per il bestiame da allevamento e persino il riso. La richiesta del Giappone sarebbe stata rigirata alla Commissione europea dalla nostra Federica Mogherini.

L'Unione europea avrebbe deciso di non richiedere più lo screening sulle radiazioni per alcuni prodotti alimentari importati dalla prefettura di Fukushima. A rivelarlo è The Japan Times che cita alcune fonti bene informate, le quali hanno spiegato che per la prima volta la UE escluderà alcuni alimenti prodotti a Fukushima dalla lista di controllo obbligatorio sulle radiazioni, come da regolamento introdotto dopo il disastro nucleare del 11 marzo 2011. In particolare, l'Unione europea prevede di esentare dai controlli verdura, piante selvatiche commestibili (da erboristeria?), frutta (pare non i cachi!), prodotti per il bestiame da allevamento e persino il riso. Ad avanzare questa proposta di liberalizzazione è stata la Commissione europea, avallata mercoledì 25 novembre da un gruppo di "esperti" nel corso di una riunione. L'imput però sarebbe arrivato dopo un colloquio avvenuto a Lussemburgo ad inizio novembre tra il ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida e la nostra Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Kishida chiedeva appunto di cancellare o quantomeno modificare i regolamenti sulle importazioni. Richiesta che a quanto pare la Mogherini avrebbe rigirato subito alla Commissione europea (alla faccia della tutela del Made in Italy). La decisione ufficiale della Commissione europea, il braccio esecutivo dell'UE non eletto da nessun cittadino, dovrebbe essere presa entro la fine del 2015.

Dal 2016, quindi, c'è il serio rischio di servire a tavola lo stesso menù radioattivo dei bambini di una scuola di Radinka, villaggio vicino alla zona di esclusione di Chernobyl. L'obiettivo del Giappone, che già da tempo fa mangiare ai nipponici le conseguenze di Fukushima, è infatti quello di sfruttare "l'allentamento delle restrizioni dell'UE" per propagandare "l'idea che non vi è alcuna base scientifica per il mantenimento dei controlli", come riferisce The Japan Times. Probabilmente la pensava allo stesso modo anche Otsuka Norikazu, uno dei giornalisti più famosi del Giappone, che per tranquillizzare la popolazione (televisiva) del Sol Levante si era mangiato in diretta un bel piatto di spaghetti e verdure prodotte nella prefettura di Fukushima. Ora è ammalato di "leucemia linfoblastica acuta".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: