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Terremoto Giappone: più di una centrale nucleare a rischio sicurezza

Il terremoto del Giappone rivela il pericolo del nucleare e delle sue sicurissime centrali. Niente può resistere alla natura, e la centrale nucleare di Fukushima sembra rilasci ormai radiazioni di oltre 1000 volte la soglia di radioattività "normale". E non sarebbe la sola.

In Giappone il nucleare fa paura, anzi terrorizza. Lo spettro di Chernobyl è in agguato, e non basteranno milioni di euro in pubblicità per cancellare l'equazione nucleare uguale catastrofe. E gli echi dello spot del Forum Nucleare Italiano, soprattutto in queste ore, non possono che rimbombare nella mente del telespettatore italiano, con un probabile effetto boomerang. Lo spot "della scacchiera", quello condannato come "pubblicità ingannevole" dal giurì della pubblicità IAP (http://is.gd/ZVjrp7) e che è andato in TV nel periodo delle feste natalizie, momento strategico in cui la famiglia italiana è riunita davanti al panettone, riecheggia oggi con un eco beffardo. "Ci sono dei dubbi sulle centrali" diceva il "gemello" triste e "nero", e l'altro, "bianco" e suadente rispondeva "Ma non ce ne sono sulla sicurezza". Sembra proprio che le centrali nucleari mettano l'uomo proprio di fronte alla sua "ubris", alla sua tracotanza, che presto o tardi viene sempre punita. Ed ecco che, paradossalmente, a causa del terremoto che ha colpito il Giappone, si rischia un'altra Chernobyl (che tra poco verrà ricordata nei suoi tragici 25 anni dalla catastrofe). Almeno un reattore dell'impianto nucleare di Fukushima in Giappone, il più grande impianto del paese nipponico, sembra avere dei problemi seri nel raffreddamento del nocciolo tanto che il normale livello di radioattività della centrale nucleare sembra sia salito di oltre 1000 volte, secondo fonti della BBC. Il reattore è raffreddato "in emergenza" grazie a dei motori diesel (e qui sta il lato paradossale e per qualcuno anche ridicolo di questa tecnologia) e pare che, per abbassare la pressione all'interno del reattore, siano stati rilasciati dei vapori radioattivi, volontariamente. Ma non è finita qui, pare che i reattori con problemi siano almeno due, e non uno come si era saputo nelle prime ore. Ma le notizie che arrivano, anche se a tratti e frammentarie, non sembrano incoraggianti, anche se pare che l'invio del "liquido refrigerante" da parte degli Stati Uniti, come avevano diffuso le agenzie, che aveva fatto pensare al peggio, sia stato smentito dalle stesse autorità USA. Fatto sta che oltre 3mila persone che risiedono intorno alla centrale sono state evacuate, segnale non certo confortante. Comunque vada, e tutti sperano per la salute ed il futuro dei giapponesi (e del mondo) che vada tutto bene, quel che è certo è che l'industria nucleare del Giappone si fermerà per una lunga "pausa tecnica". Lo spiega molto bene anche Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia, a Rainews: "La questione è che è vero che terremoti di questo genere accadono raramente, ma io vorrei ricordare che nel luglio 2007 un altro terremoto, di magnitudo 7, inferiore a questo, aveva colpito l'isola nucleare di Khasiwazaki-Kariva dove ci sono 7 reattori, per complessivi 8000 megawatt che costituiscono la gran parte della fornitura elettrica per Tokio. In quel caso Greenpeace mandò poi una squadra per verificare i rilasci, che furono abbastanza limitati, però quei reattori sono stati fermi per più di due anni, e di 7 reattori ne erano tornati in funzione 4. E quello che si è scoperto nel 2007 è che la capacità di diagnosi post terremoto degli eventuali danni interni ai reattori non è una cosa così banale, nel senso che ci sono aree del reattore che non si riescono ad analizzare, anche perché sono aree dove non è possibile far entrare le persone". Quindi qualsiasi sisma, anche piccolo, mette in discussione la sicurezza dei reattori che devono essere controllati da cima a fondo, anche in parti difficilmente ispezionabili. Significa danni enormi che non possono essere riparati con il "nastro adesivo", e che mettono in gioco la salute e la sicurezza della popolazione. L'Italia è fortemente sismica ed ecco perché la popolazione si batte perché le centrali nucleari non siano mai più costruite nel nostro Paese. E' quindi comprensibile come i cittadini di tutto il mondo, non solo gli ambientalisti, chiedano in queste ore l'abbandono definitivo dell'energia nucleare che può trasformarsi, come rischia di succedere in Giappone, in una catastrofe planetaria, come fu Chernobyl. E i propagandisti del nucleare che "scientificamente" si riparano dietro il dito del "non potrà mai succedere" (valutazione scaramantica e non scientifica), soccombono miseramente più che mai sull'affermazione "e se succede?". Bene, questa volta è successo.

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