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Terremoto Giappone: a Fukushima sale 1000 volte livello radioattività

Il terremoto del Giappone sta provocando problemi al sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima, attorno alla quale pare sia salito di 1000 volte rispetto alla soglia normale il livello di radiattività. Greenpeace spiega cosa vuol dire.

Il livello di radioattività nella centrale nucleare di Fukushima è salito di oltre 1000 volte rispetto alla soglia normale. La centrale di Fukushima pare che sia l'unica centrale che non è andata in fermo automatico e sembra che stia avendo dei problemi col sistema di raffreddamento del reattore, tanto che l'aviazione USA, stando a quanto riporta la Reuters, avrebbe inviato del liquido refrigerante alla struttura.
"C'è qualche problema con il sistema di raffreddamento - spiega a Rainews Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia - e per questo, da quando si apprende, c'è stato un rilascio volontario di liquido e di radioattività proprio per ridurre la pressione interna al reattore". La BBC rivela quindi che attorno alla centrale le radiazioni hanno superato di 1000 volte il livello normale, ed è sempre Onufrio che spiega che "se la dose massima che si prevede per la popolazione è di 1 millisievert, anche se le centrali in normale funzionamento, di norma, stanno al di sotto di questo, 1000 volte in sù significa certamente che ci saranno danni, anche se probabilmente prevalemente stocastici (cioè le probabilità, nel tempo, che l'esposizione a radiazioni possa provocare forme di leucemie e neoplasie, ndr). Mi auguro - aggiunge - che non ci siano rilasci di radioattività così concentrata da produrre danni immediati".
Ma Giuseppe Onufrio ricorda anche che "in condizioni normali le centrali sono autorizzate a scaricare radioattività e abbiamo visto come in Germania, quindi in assenza di incidenti, le 17 centrali nucleari tedesche hanno visto registrare nell'ambito di 5 Km attorno alle centrali, un tasso di leucemie infantili superiori del 120% alla media". "Quindi la radiottività purtroppo - conclude il direttore esecutivo di Greenpeace Italia - non ha una soglia al di sotto di cui non c'è un danno".
E' interessante quindi paragonare queste dichiarazioni con quelle di Umberto Veronesi, che afferma di voler "dedicare i prossimi anni ad assicurare i cittadini che non corrono rischi" con le centrali nucleari, come spiega in un'intervista a La Stampa (http://tinyurl.com/4vllszh). Nella stessa intervista, il presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare afferma infatti che "nessuno mai al mondo è morto per inquinamento da scorie".
Dichiarazioni che "lasciano allibiti", tra gli altri, anche i membri del comitato scientifico dell'Isde, tanto che su Terra (http://tinyurl.com/6al5sw6) spiegano come le tesi dell'oncologo ora a capo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare rischiano "di banalizzare una tematica estremamente complessa" denunciando "omissioni e superficialità".

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