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Referendum nucleare: oggi la Cassazione decide. Veglia sit-in Venezia

Sul referendum "nucleare" del 12 e 13 Giugno saranno i 17 giudici della Cassazione più il suo Presidente a decidere se il DL Omnibus, con la sua "moratoria" sul nucleare, fermerà l'espressione di milioni di cittadini che non vogliono, dopo Chernobyl e Fukushima avere a che fare con il nucleare.

Il Referendum sul nucleare del 12 e 13 Giugno, che potrebbe liberare per sempre dalle centrali nucleari l'Italia (per quanto il "per sempre" sia solo appannaggio delle scorie radioattive) è in serio pericolo. Il Governo Berlusconi sta cercando, secondo i comitati e le associazioni che hanno promosso il referendum, di non far esprimere gli italiani sul nucleare. Quando gli italiani si sono potuti esprimere, ad esempio nel referendum regionale in Sardegna (http://is.gd/cvEmLX), hanno deciso quasi in un plebiscito l'uscita dalla tecnologia nucleare, protagonista in 25 anni di Chernobyl e Fukushima (ma non solo). Il decreto Omnibus a cui pochi giorni fa il governo ha posto la "fiducia" (leggi "Dl omnibus: passa moratoria nucleare. Referendum: parola a Cassazione" http://is.gd/xzXLD1) ha deciso per una "moratoria" del nucleare in Italia, ovvero una "sospensione" della costruzione della centrali atomiche, ma "riattivabile" con molta facilità quando le paure legate a Fukushima (che molti italiani già pensano che sia "risolta" mentre è ancora in piena crisi) saranno definitivamente passate. La "moratoria sul nucleare" contenuta nel DL Omnibus è stata giudicata dal Comitato "Vota SI per fermare il nucleare" (che rappresenta 80 associazioni) in modo netto: "All'indomani della presentazione del finto stop al nucleare contenuto nel DL Omnibus Berlusconi e diversi esponenti dell'Esecutivo hanno spiegato senza giri di parole che si sarebbe trattato di un'uscita a tempo, di un pit stop: perché spaventati dalla tragedia di Fukushima gli italiani non sarebbero stati in grado di decidere". La questione ora è nelle mani della Corte di Cassazione (riunita dalle ore 9 del mattino, in collegio 17 giudici più il presidente, Antonino Elefante) che deciderà se il decreto del Governo abbia la legittimità di "bloccare" il Referendum a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto Omnibus. In una memoria inviata alla Corte di Cassazione il WWF osserva che "Ci sono numerose sentenze della Corte Costituzionale che non solo richiamano al rispetto dei principi ispiratori di coloro che hanno promosso i quesiti referendari, ma che censurano modifiche normative strumentali, per disattivare i referendum" e porta all'attenzione della Corte che "Precedenti sentenze della Corte Costituzionale stabiliscono chiaramente che se l'intenzione del legislatore rispetto alla norma oggetto di referendum, rimane fondamentalmente identica la richiesta referendaria 'non può essere bloccata perché diversamente la sovranità del popolo (...) verrebbe ridotta ad una mera apparenza' ". Intanto il popolo contro il nucleare rappresentato dal "Comitato Vota SI per fermare il nucleare" non accenna a desistere dalla volontà di far sentire la propria voce, tanto che, proprio alla vigilia ed in contemporanea con la decisione della Corte di Cassazione è stata organizzate "una veglia 'di buon auspicio' a Venezia, in Piazza San Marco, in attesa del giudizio della Cassazione sul referendum contro il ritorno dell'Italia all'energia dell'atomo". Ma il sorgere del sole, che farà smontare tende e spegnere le candele nella famosa piazza veneziana, farà proseguire il sit in durante tutta la mattinata in attesa della decisione della Corte di Cassazione "con l'augurio che domani arrivi uno stop ai trucchetti che vogliono togliere agli italiani il diritto di parola e la libertà di scegliere sulla propria sicurezza e il proprio futuro" commenta il Comitato referendario.

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