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Referendum nucleare: governo ricorre a Consulta,chiede inammissibilità

Altro che "libertà di scelta". Il governo Berlusconi, senza informare i cittadini, ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato di dimostrare davanti alla Consulta che il quesito referendario sul nucleare è inamissibile. L'ultima carta per non far votare gli italiani che NON VOGLIONO IL NUCLEARE.

Il governo non si dà per vinto e gioca tutte le carte pur di evitare che gli italiani si esprimano sul nucleare, e questo perché, lo dice lo stesso Berlusconi (e non una volta sola), gli italiani NON VOGLIONO IL NUCLEARE. Sondaggi alla mano. Questo, probabilmente, per il governo è un danno enorme, visto che è stato lo stesso premier ha rivelare, durante la conferenza stampa con Nicolas Sarkozy, che: "Noi con la Francia abbiamo stipulato molti contratti, la nostra Enel con l'azienda francese, contratti che non vengono abrogati, che continuano, anzi stiamo decidendo di mandare avanti tanti settori di questi contratti per esempio quello della formazione che è una cosa assolutamente importante - dopo aver detto chiaramente che il governo - ha ritenuto di introdurre questa moratoria per evitare il nucleare, per far sì che si chiarisca la soluzione giapponese e per far sì che magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare" (Berlusconi sul nucleare: ecco cosa ha detto parola per parola - http://is.gd/zHZY54). Insomma, spiega dal suo blog Antonio Di Pietro: "Il governo e la sua maggioranza asservita, venduta e comprata hanno fatto il possibile e l'impossibile per rendere difficile lo svolgersi di questo referendum, proprio perché, come ha detto il presidente Berlusconi al suo collega francese Sarkozy, i contratti già erano fatti, e magari pure qualche mazzetta già girava". La sentenza della Cassazione sembrava ormai aver chiuso la questione, visto che ha stabilito che il quesito referendario sul nucleare è ammissibile, decidendo che la domanda avrebbe però dovuto riguardare i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto Omnibus. E così, mentre il Presidente del Consiglio continuava a ripetere in questi giorni che "il governo rispetterà il volere dei cittadini" e che "non daremo nessuna indicazione ai nostri sostenitori che avranno, anzi, libertà di scelta", ecco che senza darne alcuna notizia ai cittadini "il governo il primo giugno, con una lettera firmata da Gianni Letta, ha chiesto all'Avvocatura generale dello Stato, di 'intervenire' all'udienza della Corte costituzionale sull'ammissibilità del nuovo quesito sul nucleare", come si legge su La Repubblica (http://is.gd/YEba1R). Ecco perché, pensa già qualcuno, la maggioranza lasciava la "libertà di scelta" ai suoi sostenitori, perché forse non ci sarà alcuna scelta. I legali di Palazzo Chigi hanno il mandato di "evidenziare l'inammissibilità della consultazione", e cercheranno di dimostrare davanti alla Consulta che il referendum sul nucleare "avrebbe a questo punto un oggetto del tutto difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme". In poche parole, i cittadini italiani firmano per abrogare una legge sul referendum, il governo cambia la legge decretando una "moratoria" (che vuole dire sospensione) "a seguito dei sondaggi che noi abitualmente facciamo sull'opinione pubblica" che hanno rivelato che "se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire", come confessa candidamente a mezzo mondo in conferenza stampa con Sarkozy Silvio Berlusconi. Le opposizioni fanno ricorso alla Cassazione. La Cassazione ammette il referendum e dice che gli italiani a questo punto devono decidere in base alla nuova norma, e ora il governo vuole dimostrare che questo è "difforme rispetto al quesito in base al quale sono state raccolte le firme". Quello che forse non ha capito il governo è che chi è contro il nucleare lo è sempre, indifferentemente dai quesiti proposti. Gli italiani non vogliono centrali nucleari nel suolo nazionale. E questo il governo e Silvio Berlusconi lo sanno bene, perché è il premier che lo ammette, anche ultimamente quando intervenuto a "La Telefonata" su Mattino 5 quando spiegava: "Gli italiani ci diranno, anche con questo voto, anche se inutile di non volere il nucleare e noi prenderemo atto del volere dei cittadini". Invece, a quanto sembra, il governo sta facendo di tutto per non dover prendere "atto del volere dei cittadini". Come insegna Beppe Grillo: "Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure".

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