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Referendum 2011: una simulazione di incidente nucleare in Italia

Il 12 e 13 giugno gli italiani sono chiamati ad esercitare la loro sovranità popolare attraverso il referendum, che comprende anche il quesito sul nucleare. I Verdi di Angelo Bonelli ricordano che "cosa succederebbe se ci fosse un incidente nucleare in Italia". Come a Chernobyl e Fukushima.

Dopo che anche la Corte Costituzionale ha sentenziato che il quesito referendario sul nucleare è ammissibile, nonostante il governo abbia tentato con un ultimo gesto di cancellarlo, ora agli italiani non resta che esercitare il loro diritto di sovranità popolare. Il 12 e il 13 giugno tutti gli italiani sono chiamati alle urne per dire la loro sulla privatizzazione dell'acqua, sul legittimo impedimento e sul ritorno del nucleare nel nostro Paese. Nel 1987 gli italiani avevano già deciso che potevamo benissimo fare a meno di centrali nucleari sul nostro territorio, è così infatti è stato. Oggi inoltre, rispetto ai mitici anni '80, il mondo ha un'occasione in più per sostituire per sempre l'energia atomica, e cioè investire sulle energie rinnovabili. Qualche nazione, come la Germania, ha già cominciato questo iter irreversibile. La cancelliera Angela Merkel è giunta a questa conclusione dopo il disastro "apocalittico" di Fukushima. La televisione ormai non ne parla più e solo pochissimi media (se ne contano sulle dita di una mano) battono ancora sulla questione. Eppure, quello che sta accadendo in Giappone è ritenuto da molti esperti del settore il più grande disastro nucleare di tutti i tempi, superiore anche a Chernobyl. Perché a Chernobyl il reattore è stato miracolosamente "soffocato", mentre a Fukushima la soluzione del problema è ancora lontana, tanto che il fallout radiattivo in cielo, terra e mare continua inesorabile dall'11 marzo 2011. Se nel 1987 gli italiani non avessero votato contro il nucleare, quello che sta capitando in Giappone sarebbe potuto succedere qui in Italia. Cosa succederebbe se invece che nelle lontane terre del Sol Levante ci fosse nel nostro Paese un incidente nucleare come quello di Fukushima, che ricordiamo comprende ben 4 reattori di cui uno alimentato al MOX (Mixed Oxide Fuel, la micidiale miscela uranio-plutonio)? A simulare "l'apocalisse nucleare" furono i Verdi già nel dicembre 2009, quando pubblicarono l'elenco dei "siti dove Enel e governo stavano valutando la costruzione delle centrali nucleari in Italia", come ricorda il loro presidente nazionale Angelo Bonelli, che sottolinea come "questa lista non è stata mai smentita ufficialmente né dal governo né dall'Enel". Al link (http://is.gd/cH6UW2) un PDF scaricabile dove viene rappresentata una "simulazione con le aree coinvolte considerando le probabili centrali nucleari del governo Berlusconi". Chicco Testa in un suo articolo pubblicato dalla testata Oxygen, nata da una idea di Enel, ("L'ère atomique", n.09 - 05.2010, "Perché gli ambientalisti dovrebbero sostenere l'energia nucleare") scriveva che "...come al solito l'opposizione al nucleare cerca di fare leva sulle paure e sulle preoccupazioni della popolazione italiana - aggiungendo subito dopo, quasi da 'ultime parole famose' - Si cita la sismicità del nostro Paese, densamente popolato. E ci si dimentica che il Giappone è un concentrato di vulcani, terremoti, popolazione e centrali nucleari". Dall'11 marzo 2011 nessuno lo potrà più dimenticare.

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