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Proteste in Germania contro il treno "più radioattivo della storia"

Mentre in Italia il governo spinge l'acceleratore verso la ripresa del nucleare, tra discariche malfunzionanti e alluvioni assurde, in Germania 50mila manifestanti hanno protestato contro l'arrivo di un convoglio carico di scorie nucleari, il "più radioattivo della storia".

Mentre in Italia il governo sembra spingere l'acceleratore verso la ripresa dell'attività nucleare, tra discariche malfunzionanti e normale maltempo autunnale che provoca invece alluvioni e disastri come quello in Veneto, in Germania decine di migliaia di manifestanti hanno ieri protestato contro l'arrivo dalla Francia di un convoglio carico di scorie nucleari, il "più radioattivo della storia". Il convoglio è composto infatti da 14 vagoni che contengono 123 tonnellate di rifiuti nucleari, prodotti in Germania e riprocessati in Francia, e già venerdì 5 novembre alcuni attivisti hanno cercato di fermare la corsa del treno incatenandosi alle rotaie all'altezza della stazione ferroviaria di Caen. Ieri, secondo gli organizzatori, erano circa 50.000 i contestatori che si sono radunati a Dannenberg (Germania settentrionale), non solo per protestare contro l'arrivo del convoglio ma anche per contestare la politica nucleare del governo tedesco. Quella di ieri è stata la più grande manifestazione contro un convoglio che trasporta rifiuti nucleari. Il treno infine è giunto a destinazione ma le autorità hanno dovuto cambiare il percorso per evitare che i manifestanti bloccassero i binari, "pacificamente" come sottolineano giustamente gli ambientalisti anti-nucleare.
E intanto in Italia due reattori nucleari sono stati riaccesi nel Centro di Ricerche Enea Casaccia, a due passi da Roma (già famosa per contenere 6.300 metri cubi di scorie radioattive, tra cui 60 metri cubi di plutonio), nell'indifferenza generale mentre l'oncologo Umberto Veronesi è stato nominato ufficialmente a capo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. In attesa di capire in che modo il nucleare e le scorie radiattive che produce possano essere giudicate sicure.

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