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Pentagono declassifica report su bomba nucleare Israele. Ma non dell'Italia

Dopo la visita al Congresso di Benjamin Netanyahu, il Pentagono ha declassificato un documento del 1987 che rivela dettagli importanti sul programma nucleare di Israele, svelando che era già "in grado di sviluppare delle tecnologie per fabbricare la bomba all'idrogeno". Il Pentagono, invece, ha tenuto segrete le parti sul programma nucleare di altri Paesi della NATO tra cui anche l'Italia. Che tipo di programma nucleare ha o ha avuto l'Italia? Svelerebbe quante bombe atomiche sono "ospitate" nelle basi statunitensi in Italia?

Dagli Stati Uniti arriva una notizia bomba, nel senso più nucleare del termine. Prima della sua rielezione, il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito, parlando davanti al Congresso americano, del pericolo di "un Medio Oriente nuclearizzato" che avrebbe portato a conseguenze "terribili per tutta l'umanità". Netanyahu naturalmente si riferiva all'Iran, ed al suo programma nucleare al vaglio del gruppo di mediatori internazionali P5 + 1, che comprendono Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e Germania. A quanto pare, però, il Medio Oriente avrebbe già una serie di armi nucleari, quelle di Israele. Il Pentagono ha infatti declassificato, proprio poco dopo la non molto gradita da Obama visita di Bibi Netanyahu al Congresso, un documento finora rimasto top-secret che rivela dettagli importanti (e inquietanti?) su un programma nucleare che Israele non ha mai ammesso di avere. Il rapporto di 386 pagine si intitola "Critical Technological Assessment in Israel and NATO Nations", e risale all'aprile del 1987. All'interno del documento si legge, per esempio, che "gli israeliani sono in grado di sviluppare delle procedure che potrebbero permettere loro di fare la bomba all'idrogeno" cioè "le procedure che descrivono i processi di fissione e fusione su base microscopica e macroscopica". Sempre nel rapporto, viene sottolineato come le israeliane "Soreq e Dimona / Beersheva sono strutture equivalenti ai nostri (cioè americani, ndr) Los Alamos, Lawrence Livermore e Oak Ridge", e si aggiunge che tali infrastrutture nucleari di Israele hanno "un parallelismo quasi esatto della capacità attualmente esistente presso i nostri (sempre americani, ndr) Laboratori Nazionali".

Nel documento redatto dal Dipartimento della Difesa statunitense, si sottolinea inoltre che "per quanto concerne la tecnologia nucleare di Israele questa è grosso modo paragonabile al periodo in cui gli Stati Uniti erano nel campo delle armi a fissione tra il 1955 ed il 1960". A rivelare la declassificazione del documento che svela che esiste un programma nucleare israeliano è stato Israel National News che ricorda inoltre come "Israele non lo abbia mai annunciato ufficialmente per evitare una corsa agli armamenti nucleari nella regione", segreto che gli Stati Uniti finora hanno gelosamente custodito. Sempre Israel National News sottolinea inoltre come "il Pentagono abbia ritenuto opportuno declassificare le sezioni sul programma nucleare di Israele, mentre ha tenuto segrete quelle di altri Paesi della NATO tra cui Francia, Germania Ovest (il documento è del 1987, ndr) e dell'Italia". A questo punto sorge quindi spontanea una domanda (che si auspica qualcuno porti in Parlamento in una interrogazione): l'Italia ha o ha avuto un programma nucleare, e di che tipo? Da ricordare che nel 2006 Greenpeace denunciava nel documento "Ordigni nucleari USA NATO in Italia" il fatto che il nostro Paese "come parte del proprio 'fardello nucleare condiviso', ospiti 90 ordigni atomici statunitensi" tra le basi di Aviano e di Ghedi Torre. Numeri, quelli delle bombe atomiche in Italia, mai confermati ufficialmente a causa della "mancanza di trasparenza della NATO" ed anche dei vari governi italiani.

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