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Nucleare: via gli "stress test" alle centrali. Ma terrorismo a parte

Il nucleare spaventa la popolazione mondiale, e in Europa si promuove dal primo giugno lo "stress test" su 143 centrali atomiche con dei test "molto ampi" ma che non racchiudono uno "stress test" per molti essenziale: l'attacco terroristico. Per questo c'è l'intelligence, si dice. E si spera.

Dopo Fukushima l'industria nucleare è a caccia di "tranquillizzazione" della popolazione visto che l'"apocalisse nucleare" di Fukushima, anche se insabbiata dai media mainstream, cova sotto la cenere (radioattiva) e la sua soluzione sembra molto lontana nel tempo, con conseguenze inimmaginabili sull'ecosistema (e di conseguenza anche sulla salute degli esseri umani del Pianeta Terra). Chi ha coniato il termine "apocalisse nucleare" per Fukushima è stato proprio il commissario Ue per l'energia Guenther Oettinger che ora è a capo del coordinamento degli "stress test" sulle centrali nucleari europee. Ovviamente si fa presto a dire "stress test" visto che, ovviamente, non tutto, per ovvi motivi di spesa e di "incolumità dell'impianto" potrà essere "stressato mai abbastanza" per scongiurare una catastrofe nucleare, ma Oettinger assicura di aver "messo a punto criteri molto ampi per questi test". Gli "stress test" su 143 centrali nucleari europee partiranno il primo giugno e consisteranno in test e simulazioni per verificare come le centrali nucleari possano sopportare terremoti, guasti a sistemi di raffreddamento, inondazioni, blackout elettrici (che di fatto potrebbero bloccare, paradossalmente, la centrale nucleare) e altre "amenità" (tra cui sembra anche "gli errori umani") su cui il gruppo dei regolatori sulla sicurezza nucleare (Ensreg) si è messo d'accordo. Lo "stress test" però non contemplerà gli attacchi terroristici perché, ha detto in una conferenza stampa il Commissario UE, in molti paesi europei le agenzie di regolamentazione nucleare non hanno competenza in materia di terrorismo. Oettinger aggiunge che questo aspetto è stato e sarà trattato dalle agenzie di "intelligence" nazionali che, oltretutto "non vorrebbero scoprire le carte" anche per non "favorire" i terroristi stessi. Fatto sta che nello "stress test" con ci saranno "eventi" neppure simulati, almeno ufficialmente, di questo tipo. Il commissario Oettinger però non si accontenta dell'Europa e vuole sollecitare anche la Svizzera (che ha deciso di abbandonare il nucleare, ma "a scadenza naturale", cioé nel 2035, http://is.gd/Y62Nz4) ma anche la Russia e i Paesi dell'Est che, ancora oggi, hanno in funzione reattori molto simili a quelli del disastro di Chernobyl nel 1986. Intanto Fukushima è in perenne crisi e continua a rilasciare nell'atmosfera e nell'oceano quantità molto preoccupanti di materiale radioattivo. Nel silenzio.

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