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Nucleare, studio Ambrosetti: risparmio ma i conti non tornano

Una ricerca condotta da "The European House-Ambrosetti" e presentata al Workshop di Cernobbio spiega che se in Italia ci fosse già il nucleare, allora le bollette elettriche si abbasserebbero. Ma i conti non tornano.

Una ricerca condotta da "The European House-Ambrosetti" e presentata al Workshop di Cernobbio spiega che se in Italia ci fosse già il nucleare, allora le bollette elettriche si metterebbero a pari con quelle degli altri Paesi europei, mentre attualmente sono superiori "del 25-35%". Lo studio, infatti, afferma che l'Italia "è il solo paese del G8, e l'unico al mondo con produzione elettrica superiore ai 250 TWh l'anno, a non disporre di generazione da fonte nucleare" e che a dipendere troppo dall'estero. Se invece gli italiani avessero vicino casa una bella centrale nucleare, la "The European House-Ambrosetti" è certa che tutti quanti risparmierebbero parecchi soldi in elettricità e cisarebbero anche più posti di lavoro. Quello che però non mette "in conto" lo studio è il fatto che prima di far partire una centrale (e in Italia per il proprio fabbisogno previsto non ne basterebbe certo una) bisogna costruirla. Diversi studi indipendenti, come quelli presentati "nel rapporto Energy (R)evolution di Greenpeace" del 2007, evidenziano diversi scenari che invece "rendono il nucleare meno competitivo delle fonti rinnovabili e dei programmi di efficienza energetica" a causa di "problemi storici non risolti e l'incertezza sui costi effettivi".

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