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Nucleare: referendum e Paolo Romani. Tu chiamale se vuoi emozioni

Dopo la "pausa di riflessione" del governo sulla costruzione delle centrali nucleari nel nostro Paese ricomincia la nenia sulle "emozioni" che potrebbero cancellare il "rinascimento nucleare italiano". Paolo Romani ha paura della "decisione emozionale". Grillo dice basta.

A Fukushima la situazione è grave, pur con tutte le tranquillizzazioni di TEPCO. Certo è che tra poco incomincerà l'insabbiamento, se non dei reattori nucleari, almeno della verità. La TEPCO, la società elettrica giapponese proprietaria dell'impianto, conosciuta per aver già mentito in passato per la sicurezza dei suoi impianti, ha già ammesso, ad emergenza in corso, che il raffreddamento disperato "ad acqua di mare" è stato postposto per cercare di "salvare" l'impianto. Intanto le radiazioni continuano a sprigionarsi dal reattore, ma essendo invisibili, non fanno quasi più notizia, tanto che la possibile fusione nucleare del reattore, a meno che non salti in aria con delle spettacolari scintille, non interessa già più il "grande pubblico", concentrato ormai sull'orribile fotogenicità della guerra in Libia. Il fatto che il sipario di Fukushima si possa chiudere al più presto, fa tirare un sospiro di sollievo al "nuclearismo" italiano che ne approfitta subito per ridare voce alla propaganda. Non c'è infatti tempo da perdere visto che il referendum del 12 e il 13 giugno rischia di tagliare le gambe, per un lungo periodo, alle lobby dell'atomo. Il governo, assolutamente favorevole alle centrali anche dopo la catastrofe di Fukushima, sembra tornare alla carica dopo un timido invito ad una "pausa di riflessione". Così sabato 19 marzo il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani ha detto in un intervento al forum annuale di Confcommercio: "Quello che è successo in Giappone rende il referendum sul nucleare drammaticamente pericoloso perché c'è il rischio di una decisione emozionale". Queste parole post Fukushima e post "pausa di riflessione" dette da Romani hanno preoccupato ben più di un cittadino, non solo ecologista, anche perché non è corretto bollare come "emozionale" una scelta politica e sociale legittima e condivisa dalla maggioranza degli italiani (anche prima dell'incidente giapponese). Proprio per questo le parole di Beppe Grillo dette ad Annozero lo scorso giovedì sono molto importanti (youtube.com/watch?v=Av-kDM-n4S4) e meritano una attenta riflessione: "Basta! Questa è una guerra! Mettetevi in condizioni di dire: 'Questa è una guerra!', se sono parole forti me ne sbatto i coglioni, dovete andare a fare in culo, tu Berlusconi, tutta questa gente vergognosa e non dovete andare via per il bunga bunga, non me ne frega un caz... del vostro bunga bunga, ve ne dovete andare via perché siete contro la società, siete contro il progresso e contro il futuro di questo Paese! La gente è contro, le regioni sono contro, dove fanno a farlo in nucleare? Dove? Con l'esercito? Ma basta dell'esercito, Giannini per favore sei il Generale, fermali tu! Ma è possibile?" - dice Grillo e sottolinea: "Vanno a fare le cose contro la volontà? Ma allora che democrazia è? Allora non accetto più nessuna legge da questa gente, non accetto più nulla da questa gente che ha escluso i cittadini da qualsiasi tipo di intervento, ho detto la mia, sul nucleare fate il nucleare, dico la mia sull'acqua che non voglio sia privatizzata me la volete privatizzare, vado a filmare una...faccio 350 mila firme per togliere i criminali dal Parlamento condannati due legislature, il voto di preferenza delle elezioni, le mettete in un cassetto, dove caz... è andato a finire il cittadino? Con chi ha i rapporti il cittadino? Con un poliziotto antisommossa? E' questo che volete? E' finito il nucleare, è finito e lo faremo finire il 12 e il 13 giugno, lo faremo finire, fosse l'ultima cosa che faccio perché ho dei figli e voi mi state puntando una pistola oltre a me, sulla tempia dei miei figli, finito!"

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