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Nucleare: le bufale dello spot del Forum Nucleare Italiano

Lo spot "nucleare" del Forum Nucleare Italiano che ha riportato in TV il nucleare patinato dopo il disastro di Chernobyl (di cui ancora e per centinaia di anni pagheremo le conseguenze) viene smontato anche da Greenpeace. In due mosse.

Abbiamo parlato dello spot del Forum Nucleare Italiano, prima che debuttasse, con un articolo di Maurizio Maria Corona ("Nucleare spot in TV: le pedine sono i telespettatori ingenui" http://tinyurl.com/6hubkzq) che ha fatto un po' da matrice per la critica sulla "neutralità" di questo spot, per molti costruito ad arte per convincere della bontà ad un ritorno al nucleare (mentre i suoi creatori dicono di voler solamente sollecitare il dibattito).
Aspettavamo quindi che un'organizzazione indipendente intervenisse sulle affermazioni che si fanno nello spot (vedi "Nucleare in Italia spot in TV: è ingannevole?" http://tinyurl.com/6kufgre) che per alcuni sono totalmente ingannevoli e sono state già segnalate all'AGCOM. Finalmente Greenpeace pubblica sul suo blog un post intitolato "L'equidistanza è uno spot" dove si vede un fotogramma dello spot "della scacchiera" del Forum Nucleare Italiano con sovraimpresso: "Nucleare? Una partita truccata" (http://tinyurl.com/6krkmcl).
Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, si sofferma su due "bufale" che ha notato nello spot: "Lo spot lanciato dal Forum Nucleare, con una spesa annunciata di tre milioni di euro, è un esempio di raffinata manipolazione dell'informazione: propina falsità sotto un apparente tono 'equidistante' con le posizioni pro e contro rappresentate su una scacchiera". Scrive Greenpeace: "Prima bufala: la gestione delle scorie. Nello scambio dei pro e contro, una voce si dice preoccupata del futuro, l'altra ribatte che le scorie prodotte sono quanto 'una pedina a testa'. La replica è che se si sommano le teste non è poi così poco. La voce pro conclude il batti e ribatti affermando che però 'si possono gestire in sicurezza'. Peccato che in nessuna parte del mondo, dopo 60 anni di sviluppo tecnologico – e dopo aver ricevuto la quota maggiore degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo energetico dei Paesi Ocse – questo miracolo sia ancora mai stato dimostrato". Ed ecco la seconda bufala: "La voce contro ricorda che, per fare a meno delle fonti fossili, ci sono le energie rinnovabili. La voce a favore del nucleare ribatte che tra cinquant'anni potrebbero non bastare. Qui la menzogna è duplice. In primo luogo tra cinquant'anni anche l'uranio estraibile a costi calcolabili sarà agli sgoccioli. In secondo luogo, la possibilità tecnica ed economica di uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili non è solo una fantasticheria degli ambientalisti: ci sono analisi di fonte industriale e istituzionale che lo dimostrano possibile almeno su scala europea".

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