le notizie che fanno testo, dal 2010

Nucleare in Friuli Venezia Giulia: CGIL contraria, sì a rinnovabili

La CGIL spiega alla Regione del Friuli Venezia Giulia che bisogna "valorizzare le fonti rinnovabili" come eolico e solare, ribadendo la propria contrarietà al nucleare. Preoccupazione riguardo la possibilità di costruire una centrale a Monfalcone e su lo stoccaggio delle scorie.

Il Friuli Venezia Giulia forse vuole seguire l'esempio di Tocco da Casauria (provincia di Pescara), che solo un paio di giorni fa è finito sulla prima pagina del New York Times come esempio di eccellenza italiana riguardo le fonti rinnovabili. In questo paesino dell'Abruzzo, infatti, si produce molto più energia elettrica di quanta se ne consuma, e oltretutto tutta rinnovabile, grazie agli impianti eolici e solari. Come Tocco da Casauria ci sono altre 800 comunità in Italia che si basano sulle energie rinnovabili, ma nonostante questo solo il 7% dell'energia utilizzata in Italia proviene da fonti rinnovabili.
Nel corso di un convegno tenutosi a Udine su iniziativa della Filctem, la categoria che rappresenta i lavoratori del settore energetico, della chimica e del tessile, la CGIL del Friuli Venezia Giulia spiega che nella regione sono "costretti a importare una parte cospicua di energia" e per questo Franco Belci, segretario regionale della CGIL, invita la Giunta Tondo e le forze imprenditoriali a "valorizzare le fonti rinnovabili" per ridefinire e pontenziare "le reti dell'energia elettrica e idrica, riducendo gli sprechi".
"La CGIL crede fortemente a grande un piano di investimento sulle rinnovabili, con il contributo delle universita' e dei centri di ricerca", continua Belci, esprimendo invece la loro contrarietà al nucleare.
Della stessa opinione il segretario nazionale della Filctem Alberto Morselli e il segretario regionale Giovanni Comparone che chiede un ordine del giorno del Consiglio regionale "affinchè tutte le forze politiche si pronuncino escludendo definitivamente la possibilità di localizzare centrali o siti per lo stoccaggio delle scorie in Friuli Venezia Giulia". Comparone spiega infatti che la regione non è idonea per il nucleare e che in molti sono "preoccupati dalle ipotesi sulla realizzazione di una centrale a Monfalcone o nell'area del maniaghese".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: