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Nucleare: governo non si ferma. Deposito nazionale scorie in vista

La moratoria sul nucleare del Governo Berlusconi, decisa dopo l'apocalisse nucleare di Fukushima, ferma temporaneamente per un anno la costruzione di centrali nucleari in Italia ma non ha stoppato, a quanto sembra, la costruzione del "deposito nazionale per i rifiuti radioattivi".

Il sito di Forum Nucleare Italiano ha pubblicato un interessante articolo che si intitola "Impianti nucleari e Deposito nazionale: i nuovi tempi del Governo" (http://is.gd/WpcFvl) dove ricorda che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale "il provvedimento correttivo del decreto 31/2010 che disciplina l'iter per la realizzazione delle nuove centrali nucleari e del Deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (n.d.r. Decreto legislativo n.41 del 23 marzo 2011, G.U. del 13/04/11)". Il Forum Nucleare Italiano, organizzazione che, come ha spiegato Chicco Testa, suo presidente, è "un' associazione di aziende a favore del nucleare" (La Stampa http://is.gd/KHSxXI), scrive che "le disposizioni integrative entreranno in vigore dal 28 aprile" e che per la nota moratoria sul nucleare disposta dal governo "l'efficacia di tutte le disposizioni relative alla individuazione e costruzione di impianti nucleari sono sospese per un anno". Ma se il governo ha tempo fino al 28 aprile 2013 per formalizzare il documento "Strategia in materia nucleare" che di fatto segna lo start operativo al nucleare italiano, l'articolo ricorda un particolare molto interessante. Forum Nucleare Italiano difatti scrive nell'articolo che "Le procedure per la realizzazione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e del centro di ricerca denominato 'Parco tecnologico' non subiscono, invece, alcuna sospensione". Quindi la moratoria non fermerebbe il famigerato "deposito" delle scorie e anzi pare che il governo abbia 6 mesi di tempo per definire i "criteri tecnici per l'individuazione delle aree". Ma quali potrebbero essere queste aree? Le indiscrezioni che la Campania e il Lazio sarebbero potute essere le regioni scelte sono state smentite, anche perché, dicono i maligni, si avvicinano le elezioni. E l'apocalisse di Fukushima continua.

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