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Nucleare: container radioattivo parcheggiato da luglio in porto Genova

Genova assaggia la gestione del "nucleare italiano" perché nel suo porto da luglio un container radioattivo al cobalto 60 giace "isolato" in attesa di bonifica. Una nuova risposta dalla "realtà dei fatti" agli spot che vorrebbero riaccendere il dibattito. O le centrali.

Mentre il Forum Nucleare Italiano (associazione no-profit fondata dai big del nucleare come Areva, EDF, Ansaldo Nucleare, Westinghouse, ecc.) sta martellando la popolazione italiana con uno spot in TV sulla cui presunta neutralità abbiamo già scritto ("Nucleare spot in TV: le pedine sono i telespettatori ingenui" http://is.gd/k5Sb1 e "Nucleare in Italia spot in TV: è ingannevole?" http://is.gd/k5Sit) gli italiani sono sempre più preoccupati dalla gestione dei rifiuti "non nucleari" e "nucleari" e fanno paragoni tra la gestione dei rifiuti radioattivi con quelli maleodoranti che possono essere sintetizzati da questo tweet di Paolo "heavyhorse": "dotereste del nucleare (con relative scorie) un Paese che non sa neanche smaltire pannolini sporchi di merda, bottiglie di plastica, etc?" che sta impazzando su Twitter.
E se ci fosse un container "radioattivo che a 100 metri di distanza emette valori cinque volte superiori al 'fondo naturale'" come scrive La Repubblica (http://is.gd/k5YmX), come l'Italia si comporterebbe? Si comporterebbe come sempre, con calma.
Il container radioattivo di cui parliamo sosta a Genova dal luglio del 2010. "Su un molo di Voltri, circondato da una barriera di container pieni di acqua e pietre - scrive sempre l'articolo de La Repubblica edizione genovese - è fermo in attesa di bonifica un contenitore con cobalto radioattivo, probabilmente prodotto di residui sanitari. Sei mesi di vertenze e scioperi, adesso la decontaminazione è annunciata per febbraio".
Il container viene dall'Arabia Saudita, è passato per Gioia Tauro e "conteneva ufficialmente materiali ferrosi"; la magistratura fortunatamente ha aperto un inchiesta e pare che per la bonifica del container, che forse sarà fatta a febbraio, serviranno circa un milione di euro.
La fama del nucleare e dei suoi disastri (insieme alle sue letali radiazioni) precede, come è ovvio, qualsiasi spot televisivo più o meno patinato.

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