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Nucleare: a Fukushima pericolo esplosione a causa dell'acqua

A Fukushima si continua a sperare che la situazione non degeneri e gli impianti in "parziale fusione" non esplodano a causa del contatto con l'acqua radioattiva che si sta raccogliendo sotto gli impianti. Intanto la radioattività è giunta sino alla falda acquifera.

Rimarranno sicuramente nella storia i tentativi di "spegnimento" del braciere nucleare della centrale di Fukushima. Rimarranno sicuramente negli annali sia per l'eroismo di coloro che i media chiamano "samurai nucleari" e "superpompieri" ma anche per l'assurdità di raffreddare con acqua "libera" i reattori in crisi. Tentare di "annaffiare" i reattori è stata infatti per molti esperti un'idea che sin dal primo momento era apparsa, se non bislacca, davvero disperata visto che si sarebbero formate delle nubi di acqua radioattiva e il resto sarebbe finito sotto la centrale e in mare (così infatti è successo). Ma ora c'è una novità, oltre che in aria, sulla terra e nell'oceano la contaminazione è finita anche sotto terra, ovvero nella falda acquifera. Per la Tepco, naturalmente, non ci sono ancora problemi per la "salute umana", anche se nella zona di Fukushima oltre al divieto di consumare latte e verdure c'è ora allarme per la carne di manzo al cesio 137. Ma il problema più urgente e sottovalutato è forse un altro, secondo alcuni esperti. E' il pericolo dell'acqua radioattiva che si sarebbe raccolta sotto gli impianti, a causa del "raffreddamento" esterno tramite autopompe o fuoriuscita dai tubi danneggiati dell'impianto. Agli esperti forse è tornato alla memoria che proprio nel 1986 a Chernobyl, nel reattore sovietico esploso, l'incubo fosse rappresentato dal fatto che dell'acqua, raccolta sotto il reattore, potesse fare da "detonatore" al materiale nucleare fuso. E Chernobyl non esplose due volte proprio perché quest'acqua fu prontamente "asciugata" (in modo eroico) dai "samurai" sovietici dell'epoca.

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