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Nucleare, Vaticano ad AIEA: "Fukushima è un problema globale"

La Santa Sede era presente al Congresso sulla "sicurezza nucleare" dell'AIEA. Il relatore vaticano ha esposto molti interrogativi su Fukushima e sulle sue conseguenze, che pesano sul futuro del "nucleare" e delle sua "sicurezza", sottolineando che la catastrofe atomica giapponese è un problema di tutti.

Fukushima, lentamente, sta cominciando ad uscire dall'immaginario collettivo per arrivare, presto, allo status di "non esistenza". Se il messaggio non viene ripetuto dal grandi media, il cittadino-telespettatore, o il "navigatore virale" si dimentica presto dei problemi, quasi come le notizie soffrissero del metodo del "chiodo-scaccia-chiodo". L'"apocalisse nucleare" giapponese, così come l'ha definita il commissario europeo per l'energia Gunther Oettinger, sta diventando progressivamente qualcosa che non sembra riguardare il mondo nella sua interezza e, in definitiva, neppure il Giappone. Fukushima è "confinata a Fukushima", isola infelice come Chernobyl che, almeno, ebbe la "fortuna" di suscitare una voglia di "radiprotezione" globale. A quanto si legge dai blog e dai corrispondenti dal Giappone, neppure per il Sol Levante stesso vuole "pensare" troppo a Fukushima. Paradossalmente "si continua a vivere", quasi come se nulla fosse successo, continuando ad ignorare la pericolosità e le conseguenze di questa catastrofe atomica. Come scrive Naoko Okada dal suo blog su XL de "La Repubblica" (http://is.gd/q6BNKO), osservando da Kyoto l'atteggiamento giapponese nei confronti di Fukushima: "Mi sento di vivere in un mondo bizzarro. E' surreale fare finta che vada tutto bene quando invece le cose stanno andando nel verso storto. In questo mondo ogni giorno cerco la mia serenità e seguo le mie passioni, però ogni tanto mi sento terribilmente cupa. Poi subito riprendo i miei compagni, la serenità e le passioni e vado avanti" (http://is.gd/q6BNKO). A rassicurare che "va tutto bene" è anche l'"aidoru" mondiale e globale 2.0 (nel senso di William Gibson e di Philip José Farmer) Lady Gaga che proprio in Giappone ha dichiarato, facendo un appello, solo qualche giorno fa ai turisti: "Il Giappone è sicuro". Le poche organizzazioni scientifiche che lavorano incessantemente sul problema, continuano intanto a macinare numeri e rilevazioni. L'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) rivela che 100 giorni di Fukushima hanno significato "mandare in aria" 621 milioni di Curie (http://is.gd/p5g4QG), mentre il CRIIRAD (Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité) sta per rendere pubblico il suo rapporto su ciò che ha trovato sul suolo giapponese. Intanto l'AIEA ha terminato il suo congresso sulla "sicurezza nucleare", durato dal 20 al 24 giugno a Vienna, dove l'incidente di Fukushima, in dettaglio, è stato dibattuto tra un'elite di persone e a porte chiuse ("Fukushima, AIEA: 'risposta all'ansietà della gente'. Ma a porte chiuse" http://is.gd/nOKmko). Per sottolineare il fatto che l'"emergenza mediatico-nucleare" è terminata, l'AIEA stessa, prima del congresso, ha spostato la "slow Chernobyl" ancora in corso, in una "barra" sotto la testata del suo sito. Prima, Fukushima, da qualche giorno dopo lo tsunami, occupava praticamente tutta la pagina dell'Agenzia. Mentre si aspettano le "sintesi" promesse dall'AIEA su che cosa si sia discusso nelle commissioni su Fukushima e sugli altri scottanti (e radioattivi) temi del nucleare, la Santa Sede, ha diffuso il suo intervento via Twitter, sull'onda della rinnovata "presenza" web di News.va (http://is.gd/wavfXl). Per chi infatti non lo sapesse, la Santa Sede, è "fra i membri fondatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica", come ci tiene a sottolineare il rappresentante vaticano presente alla Conferenza Ministeriale dell'AIEA sulla sicurezza nucleare, il 21 giugno. Il relatore, che parla "a nome di Sua Eccellenza l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede" mette innanzitutto in chiaro che "La crisi nucleare a Fukushima è un problema globale" e, continua "Rivela che il mondo è esposto a rischi reali e sistematici e non solo ipotetici, con costi incalcolabili e necessità di sviluppare un coordinamento politico internazionale senza precedenti. In questo contesto, le autorità impegnate nella crisi nucleare di Fukushima sono chiamate alla massima trasparenza e a procedere in stretta cooperazione con l'Aiea". La Santa Sede al congresso dell'AIEA solleva poi numerosi dubbi: "Nello stesso tempo, la crisi nucleare a Fukushima solleva numerose questioni fondamentali che devono essere affrontate. È legittimo costruire o conservare reattori nucleari operativi su territori che sono esposti a gravi rischi sismici? La tecnologia di fissione nucleare o la costruzione di nuove centrali atomiche o l'attività costante di quelle esistenti escludono l'errore umano nelle loro fasi di elaborazione, di funzionamento normale o d'emergenza? A tutte queste domande, bisogna aggiungere quelle relative alla volontà politica, alla capacità tecnica e alle finanze necessarie per procedere allo smantellamento di molti reattori nucleari obsoleti. Che ne sarà del materiale nucleare? Cosa e chi sarà sacrificato? Il problema di cosa fare con i rifiuti radioattivi viene semplicemente scaricato sulle spalle delle generazioni future? Inoltre, un rischio nucleare pari a zero a livello mondiale è impossibile, considerando che esistono ancora armi nucleari e centrali nucleari attive che devono essere gestite". Arduo quindi per il Vaticano un "rinascimento nucleare" senza un "rinascimento culturale e morale" perché sennò questo potrebbe "ridursi a un'illusione", ricordando che: "Dalla crisi nucleare a Fukushima un elemento emerge con sempre maggiore chiarezza. Una gestione condivisa e corresponsabile della ricerca e della sicurezza e dell'incolumità in campo nucleare, delle riserve idriche ed energetiche e della tutela ambientale del pianeta richiede una o più autorità internazionali con poteri reali ed effettivi". L'intervento della Santa Sede al Congresso dell'AIEA è riportato integralmente sul sito della Santa Sede (http://is.gd/isGN3C).

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