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Nucleare Sardegna: referendum plebiscito spazza via centrali e scorie

I sardi al referendum consultivo regionale sul nucleare votano compatti come il granito: 97,64% per i si. Si che significano NO al nucleare, NO alle scorie, e che spazzano via, da una delle più belle isole del mondo, l'energia nucleare e le sue radiazioni. Un esempio per l'Italia.

La Sardegna dà l'esempio all'Italia e all'Europa sulla strategia energetica basata sul nucleare: no alle centrali atomiche, no alle scorie nucleari. E in questo caso i sardi non si sono certo "emozionati" (http://is.gd/qmJBuQ) per l'apocalisse giapponese di Fukushima, ma come minimo si sono forse ricordati che la diffidenza verso chi promette senza mai mantenere non è solo una antica qualità isolana, ma anche una buona norma igienica per il futuro. Troppi territori in Sardegna, dietro rassicurazioni di serietà e di rispetto ambientale, potrebbero rappresentare future bombe ecologiche, si pensi al Poligono di Quirra da poco sequestrato dalla procura di Lanusei e che, se la giustizia farà il suo corso, potrebbe portare a svelare probabilmente uno dei più gravi disastri ambientali della storia (non solo della Sardegna, vedi l'illuminante documentario "QUIRRA è una discarica radioattiva" youtube.com/watch?v=zrqJdIIt3uI di RaiNews24). E quando si parla di nucleare il pensiero dei sardi non va non solo al povero agnello "a due teste" (che avrebbe nelle sue ossa "tracce di uranio non naturale") ma anche a tutte quelle "strane" morti di esseri umani che chiedono giustizia. I sardi ricordano bene anche le notizie di cronaca che hanno riguardato le "vecchie" basi americane (leggi ad esempio "Radioattività a La Maddalena. Il torio 234 c'è ma... non si vede" su http://is.gd/eKO2pS). Per tutto questo e per molto altro ecco perché il referendum, che chiedeva alla Sardegna di decidere il 15 e 16 maggio sul quesito: "Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?" ha dato una risposta chiara e secca: SI. Un SI che ovviamente significa NO, NO alle centrali, NO alle scorie, NO alle bugie, NO alla distruzione dell'ambiente. La risposta dell'elettorato è impressionante, anche se ancora "parziale" (ancora i dati di qualche sezione deve essere acquisita): i SI sono il 97,64%. L'ultima comunicazione della Regione Sardegna delle ore 21.00 fornisce i dati delle province sarde in dettaglio: "Le operazioni di spoglio sono state completate nel Cagliaritano, dove i SI hanno raggiunto il 96,66 per cento, nell'Oristanese il 98,17 per cento, nel Medio Campidano il 97,77 per cento, nella provincia di Carbonia-Iglesias il 95,89 per cento e in quella di Olbia-Tempio dove i SI sono il 96,39 per cento. Nelle altre province i dati, invece, sono pervenuti parzialmente dai Comuni al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. In particolare nel Nuorese il SI ha ottenuto il 97,78 per cento in 177 sezioni scrutinate sulle 183 della provincia, nel Sassarese i SI sono pari al 97,82 per cento in 377 sezioni sulle 381 totali, in Ogliastra i SI hanno raggiunto il 97,60 per cento in 65 sezioni su 67. Le percentuali si riferiscono alle 1.808 sezioni scrutinate sulle 1.820 totali". L'affluenza definitiva al referendum è stata del 59,49%.

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