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Nucleare Italia: governo si "emoziona", verso "moratoria" di un anno

Nucleare fa rima con "emozionare" in Italia, soprattutto per gli "sciacalli" che non volevano le centrali atomiche anche prima di Fukushima. Ma l'emozione è contagiosa e il governo, in vista del referendum, pensa ad una "moratoria" nucleare di un anno. Per diradare le fosche nubi. Radioattive.

Solamente sabato scorso il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani diceva a Cernobbio al forum annuale della Confcommercio: "Quello che è successo in Giappone rende il referendum sul nucleare drammaticamente pericoloso perché c'è il rischio di una decisione emozionale" (http://is.gd/PzFjFX). Ora però l'emozione sembra coinvolgere anche il governo, visto che, da indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa e da La Repubblica (http://is.gd/kHssXo), pare che il Consiglio dei Ministri di domani accantonerà l'approvazione di una "modifica" molto importante. La modifica in questione, poco pubblicizzata per ovvi motivi, soprattutto dopo la catastrofe giapponese, si sostanzia nelle "modifiche ed integrazioni al dlg n. 31 del 2010 recante disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché benefici economici e campagne informative al pubblico". Al Consiglio dei Ministri di domani sembra che invece si discuterà su una "moratoria di un anno" sul nucleare italiano. Insomma, sarà una riunione molto più "emozionata" del solito. Il fatto che il governo possa chiedere una "moratoria" sul nucleare potrebbe sembrare quindi un modo per beffare gli "sciacalli" (ovvero gli ambienti legati all'opposizione all'atomo tricolore che dai recenti sondaggi circa il 70% della popolazione italiana), che attendono il referendum di giugno per chiudere definitivamente la partita delle centrali nucleari. Il governo, infatti, decidendo una moratoria di un anno sulla costruzione delle centrali nucleari, potrebbe ignorare il voto referendario aspettando momenti migliori per erigere la nuova industria nucleare post Chernobyl post Fukushima.

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