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Nucleare Greenpeace: i 60 mld per le centrali vadano alle rinnovabili

L'Italia ha detto addio al nucleare e ai suoi disastri apocalittici. Ma per i dieci reattori nucleari che il governo aveva previsto c'erano bel 60 miliardi di euro. Greenpeace chiede che questi miliardi vengano investiti nelle rinnovabili, cioè 70mila posti di lavoro in 10 anni.

E' stata una battaglia durissima iniziata con lo spot della "partita a scacchi" del Forum Nucleare Italiano che doveva riportare le centrali nucleari nelle menti degli italiani. Una battaglia sproporzionata contro i giganti dell'industria, contro il Governo, contro le televisioni, contro gli "esperti", contro le tranquillizzazioni, contro il silenzio, contro la mistificazione, contro l'ipocrisia, ma alla fine l'Italia, con un referendum che sembrava perso in partenza e si è invece rivelato un plebiscito, ha detto di nuovo addio all'energia nucleare. E dopo il referendum del 1987 oggi gioiscono i cittadini ed esultano le associazioni che hanno contribuito a questa grande vittoria sull'atomo e sui suoi orrori, ultima l'apocalisse di Fukushima, lungi dall'essere risolta. Greenpeace non può che essere entusiasta per il risultato sul Referendum sul nucleare: "Oggi milioni di italiani hanno votato Sì, fermando una volta per tutte il piano del Governo di far tornare l'energia nucleare in Italia e spalancando la porta a un futuro che dovrà necessariamente essere basato sulle energie rinnovabili e l'efficienza energetica" si legge in una nota dell'associazione ambientalista nonviolenta. Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace, dopo mesi di grande impegno dichiara: "A distanza di quasi venticinque anni dal Referendum del 1987, l'Italia ribadisce ancora e definitivamente il proprio rifiuto all'energia nucleare E' giunto il momento di seguire il modello tedesco verso un sistema energetico basato su efficienza e fonti rinnovabili". Ma il messaggio che Greenpeace probabilmente dovrà sottolineare pubblicamente nei prossimi giorni è questo: "Greenpeace chiede che i 60 miliardi di euro, necessari a sviluppare il piano nucleare del Governo che prevedeva la realizzazione di dieci reattori, vengano investiti nel settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, che possono produrre più del doppio di energia elettrica e creare dieci volte più posti di lavoro". Difatti, visto che i soldi ci sarebbero stati per le centrali nucleari, perché non dovrebbero esserci per le rinnovabili? Questa è la domanda a cui il Governo dovrà presto rispondere. Se l'investimento sarà fatto, sottolinea Greenpeace, i vantaggi saranno molteplici: "Per esempio, investendo 60 miliardi di euro in sola energia eolica ed efficienza energetica, si può creare elettricità sufficiente per il fabbisogno di Piemonte, Toscana, Lazio e Sicilia e si possono creare 70 mila posti di lavoro in dieci anni.

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