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Nucleare: Greenpeace contro il "bombardamento mediatico nucleare"

Nucleare in Italia, nucleare pro o contro? E il dubbio che non esisteva nella mente dell'italiano che si ricordava di Chernobyl si è instillato grazie ai milioni di euro del Forum Nucleare Italiano. Greenpeace risponde con un controspot ma non può dichiarare chi l'ha prodotto. Per tutelare i creativi. A buon intenditor...

Una scacchiera, una voce da "documentario", i soliti mezzucci alla Bernays (http://tinyurl.com/6hubkzq) e lo spot dei "nuclearisti" che si fingono "neutri" (come il loro nome Forum Nucleare Italiano) "per riaccendere il dibattito" sul nucleare in Italia. E quindi per "riaccendere" le centrali di cui gli italiani, fortunatamente, si erano liberati. A forza di investimenti pubblicitari milionari il Forum Nucleare diventa quindi, tutto ad un tratto, l'unico protagonista dell' "argomento nucleare" sui media, provocando la risposta dei Verdi e di molti cittadini che invocano (e denunciano) lo spot all'AGCOM. Che dietro il "neutro" ci siano i "neutroni", gli interessi miliardari, gli appalti inimmaginabili è facile intuirlo dai colossi del "nucleare" che ci sono dietro, ansiosi di convincere (e convertire), proprio come Silvio Berlusconi (che l'aveva promesso per conto suo) tutti gli italiani all'Atomo, tramite la forza dirompente della televisione. E così, goccia dopo goccia, spot dopo spot, l'italiota (sempre più distratto, decadente e culturalmente disastrato) incomincia a pensare davvero che l'energia nucleare è il futuro e la soluzione di tutti i problemi energetici. Il risultato è riscontrabile già nei bar dove il mastro zappittu di turno vuole una centrale nella sua campagna che tanto "si deve morire di qualche cosa e poi nu poco de radiamento fa pure bene". Fortunatamente però la rete si muove, con le parodie, con gli articoli che smontano lo spot "nuclearista" e con le associazioni ambientaliste che investono (il poco che hanno) in comunicazione. Greenpeace risponde allo spot del Forum Nucleare Italiano lanciando una campagna di comunicazione "per informare i cittadini sui pericoli e sulle implicazioni ambientali, sociali ed economiche che la scelta del governo di puntare sull'energia nucleare comporterebbe", scrive in un comunicato. La campagna ha un "claim" preciso che fa il verso ai "dubbi" del Forum Nucleare: "Energia Nucleare. Il problema senza la soluzione" che, leggendolo con attenzione, è la vera sintesi di questa energia "sottoprodotto militare" che, non c'è mai da dimenticarlo, è militarizzata e origine di tutti gli armamenti atomici. Scrive Greenpeace: "Nello spot di Greenpeace, lo spettatore si trova davanti a un filmato che, con grande chiarezza, toni rassicuranti e ironia, mostra tutte le agghiaccianti verità sull'atomo: le scorie impossibili da smaltire, gli enormi costi, il falso mito dell'indipendenza energetica, i problemi di sicurezza. E Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia, commenta: "Con questo spot vogliamo fornire ai cittadini uno strumento per riflettere sui problemi del nucleare in un paese distratto da slogan ingannevoli. Non possiamo certo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum Nucleare & Co e, quindi, per contrastare il 'bombardamento mediatico nucleare' punteremo moltissimo sulla partecipazione attiva delle migliaia di persone che ci seguono online". Lo spot è molto professionale ed a "livelli mainstream" con una voce molto famosa che è solita doppiare i documentari che spesso le famiglie guardano con la bocca aperta e la saliva che cola da un angolo della bocca. Qualcuno si sarà chiesto chi ha aiutato Greenpeace a realizzarlo. Onufrio svela un particolare inquietante: "Vogliamo ringraziare l'agenzia che ha realizzato gratuitamente questa campagna e di cui non possiamo fare il nome. Il motivo? Aver realizzato un video per Greenpeace e contro il nucleare potrebbe creare problemi con 'certi' clienti".

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