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Nucleare Giappone: nuova esplosione Fukushima. Reattore al plutonio

Fukushima esplode ancora e il nucleare giapponese continua a terrorizzare la popolazione nipponica e il mondo intero. Stavolta l'esplosione sembrerebbe riguardare il reattore che contiene anche plutonio. Greenpeace mette in pericolo dalla "balle nucleari".

Notizie convulse e contraddittorie dal Giappone, dove una nuova esplosione di un reattore nell'impianto nucleare di Fukushima (questa volta il reattore numero 3) terrorizza la popolazione e incomincia a preoccupare seriamente il mondo intero. Preoccupa il fatto che ci sia stata già una fusione parziale del nocciolo o che ci sia il forte pericolo che la fusione inizi. A Tokyo il governo pare abbia ordinato la misurazione ufficiale del livello di radioattività, come ha riportato anche la BBC. La nuova esplosione di Fukushima avrebbe distrutto le mura di un impianto e sarebbe provocata dall'idrogeno che si sarebbe formato nel complesso del reattore, almeno per quello che dichiara il governo tramite il suo capo di gabinetto. Il livello di radiazione, sempre da fonti governative, sarebbe più alto rispetto all'incidente "analogo" avvenuto sabato, ma non c'è niente di certo. E' infatti una triste "consuetudine" che, quando si parla di reattori nucleari, la comunicazione sia sempre opaca e ingannevole, come ad esempio è avvenuto per Chernobyl e per Three Mile Island e per le migliaia di piccoli e medi incidenti nella storia di questa mortale energia figlia delle bombe atomiche. Jan Beranek, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace International, che ha commentato ieri le notizie dalla centrale di Fukushima ricordava che "Nonostante le dichiarazioni del Governo, la crisi di Fukushima continua a essere una corsa contro il tempo e la situazione chiaramente non è sotto controllo. Ci auguriamo che venga evitato il peggio e che le autorità prendano tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione dalle radiazioni che continuano a essere rilasciate in atmosfera". Ma il fatto più inquietante è che, se venisse confermato che il reattore numero 3 a Fukushima dopo l'esplosione non fosse "intatto", questo si potrebbe ricollegare ad un'altra dichiarazione dello stesso Jan Beranek che diceva: "La terza unità tra l'altro utilizza combustibile MOX che contiene anche ossido di plutonio e rilascia molto più calore anche dopo che il reattore è stato spento. In caso di fusione o danneggiamento del combustibile nel reattore si libererebbe molto più gas radioattivo rispetto alla stessa quantità di combustibile a uranio normale usato nella prima unità. Ciò è estremamente preoccupante ed è chiaro che la crisi è tutt'altro che finita". Già, lo spettacolo, per dirla coi Litfiba, "deve ancora incominciare".

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