Fukushima si avvicina al gran finale col botto. Le notizie delle "barre di combustibile scoperte" sono il prologo per la fusione del nocciolo, che anche in governo giapponese dice probabile, sempre che non sia già avvenuta. Ma gli esperti italiani sono ottimisti.
La notizia non piacerà ai nuclearisti italiani che continuano imperterriti a decantare la sicurezza delle centrali nucleari anche di fronte all'evidenza di una catastrofe. L'impianto di Fukushima continua a terrorizzare il mondo, e le ultime notizie confermano che le barre di combustibile del reattore numero due sono rimaste "scoperte". Sostanzialmente significa che le barre di uranio, che rappresentano la "fonte di calore" del reattore per far bollire l'acqua e generare il vapore che aziona le turbine che generano a loro volta elettricità (sembra assurdo ma le centrali nucleari sono in realtà "centrali a vapore" dove il fuoco è atomico) sono rimaste "fuori dall'acqua" e quindi senza refrigerazione. Ormai anche gli esperti giapponesi pensano che una fusione nucleare del nocciolo sia imminente e questo significa una sola parola: Chernobyl (se ci sarà esplosione e relativa nube) oppure Three Mile Island (se non ci sarà esplosione). E' proprio vero quello che diceva Ernest Kattens sull'energia nucleare che è "il metodo più costoso e mortale per far bollire l'acqua". Pare che le barre di uranio siano state "esposte" perché il tentativo disperato di annaffiare il reattore con acqua di mare sia fallito a causa del diesel che sarebbe mancato alla pompa. Insomma è finita la benzina, i soliti problemi stupidi che succedono nelle perfettissime centrali nucleari e che fanno saltare in aria i piani "perfetti" degli esperti invasati di questa mortale energia. Per questo motivo Greenpeace invita a prendere sul serio questa emergenza e smetterla, una volta per tutte, con "gli idioti del nucleare". "Dal 'Pinocchio Veronesi' alla 'Ministra del Disastro Ambientale', che straparla di sciacallaggio mentre disattende il suo compito di tutelare l'ambiente e la salute umana, una sequenza di eventi svela il piano della banda che sta uccidendo le rinnovabili per fare spazio al nucleare in Italia" dice Greenpeace in una nota.
Su Fukushima c'è molta "disinformazione", questo il messaggio di Richard Wilson, del dipartimento di Fisica dell'università di Harvard, a Erice per un convegno. Le "radiazioni assorbite" di "una Tac toracica o addominale" secondo Wilson, sarebbero maggiori di una settimana a Fukushima.
I reattori di Fukushima Daiichi sarebbero in "arresto a freddo" e la crisi per il governo giapponese sarebbe "finita". Ma la news istituzionale su Fukushima non convince il mondo e neppure i giapponesi. Piuttosto il progettista del reattore di Fukushima Daiichi 3 avvisa della possibilità di una "massiccia esplosione idrovulcanica". Dove mancherebbe solo Godzilla.
Fukushima un anno dopo il terremoto-tsunami. In Giappone è ancora crisi nucleare e il disastro nelle centrali è "in fieri". La "catastrofe appena iniziata" sottolinea Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI, e "10 milioni di becquerel all'ora di sostanze radioattive continuano a fuoriuscire nell'aria" scrive Naoko Okada. Ma nel primo anniversario fiocca l'ottimismo. Come un fallout.
E' da 40 anni che il Giappone non vive senza energia nucleare. L'ultimo reattore, quello dell'impianto di Tomari, è stato spento per sottoporlo a stress test. La speranza di molti è che nessuno venga più riattivato.
A Fukushima i reattori continuano a rimanere critici ed i tecnici giapponesi procedono con la loro "stabilizzazione". Iniziata, dopo la chiusura della falla che si sera trasformata in una fontana radioattiva sull'oceano, il pompaggio di azoto. Il gas inerte dovrebbe sostituire l'esplosivo idrogeno.
Nucleare pro o contro? Questa è la "partita" che il Forum Nucleare vorrebbe far giocare agli italiani, tifosi cronici, ma lo spot che promuove in TV sembra tutt'altro che "neutrale" nella comunicazione, anche nelle affermazioni.
L'"amico" Erdogan non si arrende neppure dopo Fukushima e continua, proprio come in Italia, a volere le centrali nucleari tranquillizzando sui rischi. Ma il popolo turco non ci sta e scende in piazza, con tanta rabbia e paura per sé e per il futuro dei propri figli.
Gli italiani tornati dal Giappone e soprattutto da Tokio sono risultati in parte contaminati ma in modo assolutamente minimo dal "classico" iodio 131. Nessun problema per la salute né presente né futuro assicurano i medici.