le notizie che fanno testo, dal 2010

Nucleare Giappone: addio futuro nucleare. E punta su rinnovabili

Il Sol Levante segna il tramonto dell'energia nucleare e non solo per il terrificante disastro di Fukushima ancora in corso, ma per decisione politica, non si sa quanto "obtorto collo". Fatto sta che Naoto Kan afferma di voler "ricominciare da zero" sulla pianificazione energetica a lungo termine.

Naoto Kan ha visto la luce. Ed è solare. Non più reattori atomici che producono scorie radioattive e plutonio utile per fabbricare bombe atomiche e residui così radioattivi da non essere più "trattabili", ma vento, sole, acqua, insomma, in due parole: energia rinnovabile. Per dare il buon esempio nell'ottica della "jishuku" (autocontrollo, autolimitazione) che è diventata un po' la linea di rigore e "resistenza" del Sol Levante, Naoto Kan rinuncia al suo stipendio da premier per incassarlo solo a Fukushima risolta (cioé mai, se pensiamo ad esempio all'emivita del plutonio 239, sicuramente presente nel territorio della centrale e quindi non più abitabile almeno per 24mila anni). Ma certamente, a parte le tattiche politiche e le conseguenti ipocrisie a cui anche in Italia siamo abituati da decenni, un fatto è certamente da segnalare negli annali: il Giappone sembra voler uscire dall'incubo nucleare. Greenpeace in una nota sottolinea l'importanza storica della decisione giapponese e "accoglie con favore l'ambiziosa proposta del primo ministro giapponese Naoto Kan di abbandonare i piani di sviluppo di 14 nuovi reattori nucleari da qui al 2030 e di investire invece in fonti di energia rinnovabile e risparmio energetico". Junichi Sato, Direttore Esecutivo di Greenpeace Giappone non ha dubbi: "Le affermazioni di Naoto sul fatto che il Giappone debba 'ricominciare da zero' sulla pianificazione a lungo termine delle sue risorse energetiche dopo il disastro di Fukushima, sono un ulteriore dimostrazione che l'energia nucleare è definitivamente al tramonto". E Salvatore Barbera responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia, reduce dalla "scalata" di Palazzo Venezia (leggi "Greenpeace scala Palazzo Venezia e dal balcone si affaccia Berlusconi" http://is.gd/Vn64YY) afferma a questo proposito: "Non abbiamo bisogno di aspettare nuovi disastri: i governi di tutto il mondo devono seguire l'esempio giapponese e cambiare le proprie strategie energetiche puntando su energie pulite e rinnovabili. I progetti del governo italiano sul ritorno al nucleare risultano essere sempre più anacronistici e fuori da ogni logica. L'energia del futuro di Berlusconi è già passato". Per questo è importante andare a votare il 12 e 13 Giugno per mettere una pietra tombale sui reattori nucleari tricolori (ma in realtà francesi). Pietra tombale di piombo, boro e dolomite, non si sa mai.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: