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Nucleare Giappone: a Fukushima fusione in due reattori nucleari

L'impianto nucleare di Fukushima secondo il portavoce del governo giapponese avrebbe due reattori in "radioactive meltdowns", ovvero in fusione del nocciolo. L'incubo di Chernobyl potrebbe tornare dopo 25 anni, ma moltiplicato per due reattori.

Bruttissime notizie dagli impianti nucleari di Fukushima in Giappone colpiti dal terremoto dell'11 marzo. La BBC via AFP riporta la dichiarazione del portavoce del governo giapponese Yukio Edano che afferma che due fusioni nucleari ("radioactive meltdowns") potrebbero essere in corso in due reattori dell'impianto. Se così fosse la situazione potrebbe essere vicina ad una vera e propria catastrofe nucleare, almeno per quanto prevedono gli esperti che bollano già ora l'incidente di Fukushima (se si fermasse senza alcuna fusione) come il terzo incidente nucleare della storia dopo Chernobyl (del 1986) e Three Mile Island (nel 1979). Il governo giapponese però rassicura tutti sul fatto che non ci sono indicazioni di emissioni nocive di sostanze radioattive nell'atmosfera, ma ciò non tranquillizza gli osservatori e i cittadini informati, visto che nei disastri nucleari il "tutto ok" è la procedura operativa standard. Pare che la "possibilità di fusione" sia presso l'impianto nucleare Fukushima Daiichi numero 1 anche se il governo nipponico aggiunge argutamente che "all'interno del reattore non possiamo vedere" il che la dice lunga sulla sicurezza delle centrali nucleari di "ogni generazione". Inoltre la possibilità di fusione, secondo il portavoce del governo, è anche possibile (per altri esperti sarebbe in corso) anche nel reattore Fukushima numero 3. Ricordiamo che la fusione del nocciolo è l'incubo dei progettisti dei reattori e della popolazione visto che significherebbe, come minimo, un incidente "epocale" simile a quello di Chernobyl. Ma potrebbe anche essere molto peggio, visto che una fusione "totale" del nocciolo non è mai avvenuta nella storia delle centrali, fortunatamente, e nessuno sa a quali conseguenze potrebbe portare. Il reattore degli impianti di Fukushima è di tipo BWR, quello detto "ad acqua bollente" che viene moderato ad "acqua leggera", ecco perché i giapponesi, in un tentativo disperato, sembra stiano utilizzando acqua di mare mischiata a boro per raffreddare il reattore e cercare di "avvelenare" (quindi di spegnere o fermare) la reazione a catena.
Ovviamente tutta quell'acqua radioattiva finirà certamente in mare e nel territorio circostante, inquinando per migliaia di anni il tratto di costa, come segnalano gli esperti.

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