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Nucleare: Germania 45 Km di "catena umana", no "estensione" centrali

In Germania non è il nucleare giapponese in fiamme a smuovere le coscienze, ma basta il nucleare tedesco che "estende" la vita di centrali che sarebbero dovute essere già chiuse. Organizzata prima di Fukushima, ieri una lunghissima reazione a catena. Ma umana.

Il terrore nucleare si impossessa del mondo, o almeno di quella parte che ricorda vividamente la catastrofe di Chernobyl, avvenuta 25 anni fa. Con il nucleare non si scherza, perché una volta che il danno è fatto, rimarrà "presente" per migliaia di anni condizionando la vita animale e vegetale sul territorio, nonché la vita degli esseri umani. E se va male si parla di conseguenze planetarie, come fu con Chernobyl.
Gli interessi che ci sono dietro la costruzione delle centrali nucleari e il fatto che questa tecnologia non sia altro che un sottoprodotto militare, fa sì che non esista di fatto una vera trasparenza nelle notizie date al pubblico e l'emergenza giapponese lo sta testimoniando.
La verità sul nucleare, quando va bene, è sempre "indiretta". Ad esempio il fatto che a Fukushima oltre 170mila persone, secondo le ultime notizie, siano state evacuate dalla zona, già disastrata per il terremoto e lo tsunami, è un indice empirico che fa preoccupare oltremodo per le notizie "tranquillizzanti" che diffonde l'azienda proprietaria dell'impianto e il governo giapponese.
Gli ambientalisti di tutto il mondo quindi rinnovano la loro protesta verso l'energia nucleare e la costruzione di nuove centrali. In Germania ieri 12 marzo è stata organizzata una lunga catena umana che ha unito Stoccarda alla centrale nucleare di Neckarwestheim. La centrale nucleare di Neckarwestheim ha due reattori PWR in funzione costruiti nel 1972 e nel 1982, sarebbero dovuti essere chiusi nel 2010 e smantellati, ma è tuttora in funzione.
Così in sessantamila si sono presi per mano per arrivare a formare una lunghissima catena di 45 km. La protesta era stata organizzata prima degli incidenti a Fukushima, per contestare il fatto che la Germania ha "esteso" la vita delle sue centrali nucleari mettendo a rischio, come sostengono gli ambientalisti e molti cittadini tedeschi, la sicurezza delle zone in cui le centrali funzioneranno oltre la loro "vita programmata". La cancelliera tedesca Merkel ha dichiarato che: "Sappiamo quanto sicuri siano i nostri impianti e non abbiamo di fronte una minaccia come un grave terremoto o una violenta onda di marea". Gli ambientalisti ovviamente non sono soddisfatti dalle dichiarazione della Merkel e ricordano che prima che una centrale esploda tutti dicono di essere "sicurissimi" della sua tenuta. Quando si parla di "sicurezza" delle centrali nucleari le dichiarazioni appaiono sempre come "le ultime parole famose", come sta succedendo ai propagandisti del nucleare italiano, ora che in Giappone è tornato l'incubo atomico, dopo Hiroshima e Nagasaki.

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