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Nucleare: Fukushima sarà chiusa nonostante la "follia" di TEPCO

La compagnia proprietaria di Fukushima avrebbe aspettato ad inondare i reattori con acqua di mare per non danneggiarli definitivamente. Il fatto, denunciato dal WSJ, è uno scandalo che non può essere cancellato dalle lacrime dei dirigenti della Tepco.

La TEPCO non ha agito con tempestività per scongiurare la fuga radioattiva delle sue centrali nucleari. Questa la rivelazione shock che proviene dal Giappone, via Wall Street Journal, che ha scandalizzato chi ancora pensa che la radioattività sia una tragedia epocale e non un bel bicchiere d'acqua fresca, come si fa credere spesso in Italia. Il presidente della TEPCO, la Tokyo Electric Power Company ha addirittura pianto davanti alla stampa per i danni che la radioattività causerà ai suoi concittadini. Ma il pianto di Akio Komori, mentre si scusava pubblicamente e si esibiva in mille inchini, a molti è sembrato un insieme di lacrime di coccodrillo, se non di caimano, soprattutto nel leggere la dura accusa che muove il Wall Street Journal alla compagnia proprietaria delle centrali di Fukushima. Il WSJ racconta che la TEPCO avrebbe pensato per tempo di utilizzare l'acqua di mare per "spegnere" i reattori, ma non l'avrebbe fatto nella speranza che l'emergenza "rientrasse" senza danneggiare irrimediabilmente i reattori con l'acqua marina. TEPCO, secondo Akiera Omoto, ex dirigente della TEPCO e oggi componente della Commissione Giapponese per l'energia atomica, ha agito "per proteggere i suoi asset" e che l'azienda "aveva già pensato all'uso dell'acqua di mare per raffreddare uno dei suoi sei reattori almeno dallo scorso sabato mattina (all'indomani del terremoto e del successivo tsunami) ma non l'ha fatto fino alla sera quando non gli è stato ordinato dal premier". E avrebbe aspettato addirittura fino all'indomani per eseguire l'ordine. Insomma, una storia di ordinaria follia "capitalista" dove un mero reattore nucleare è più importante di migliaia di vite umane.

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