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Nucleare, Fukushima: le conseguenze? Ce le faranno mangiare

A Fukushima le conseguenze si "rimangiano", e non solo dal punto di vista "politico". Arrivano notizie "ufficiali" dal Giappone di vendita e circolazione di merci prodotte in zone considerate contaminate. Mentre le organizzazioni indipendenti incominciano a fornire dati definitivi.

Lady Gaga qualche giorno fa al David Letterman Show strappava di mano il foglio al conduttore più famoso degli Stati Uniti e si mangiava, letteralmente, le sue domande "scomode" ("Lady Gaga si mangia il foglio dell'intervista al Letterman Show" http://is.gd/Bj9GuL). Questo atteggiamento di un'icona pop globale dei giorni nostri (che ricorda tanto quei personaggi che Phil Jose Farmer aveva inventato nel '68) è il medesimo che sembra si stia adottando nel "portare alla normalità" l'apocalisse nucleare di Fukushima. E non pensiamo solamente ai dirigenti di TEPCO e di altre autorità che si "rimangiano" stime, documenti e dichiarazioni (come queste "ultime parole famose" raccolte da Legambiente che è bene ricordare soprattutto prima del referendum http://is.gd/At622O) ma anche al fatto che le conseguenze di Fukushima, una volta entrate nell'ecosistema, ce le stiamo incominciando a mangiare anche noi, esseri umani del pianeta Terra. Dal Giappone arrivano infatti delle notizie inquietanti a partire proprio da chi ci abita. Scrive Naoko Okada su XL di Repubblica (http://is.gd/EfJIHL) che "Il governo ha interrotto oggi la restrizione delle spedizione di merci delle alcune verdure prodotte nella città di Souma (dista circa 43km dalla centrale nucleare di Fukushima) e una parte della Minamisouma (dista circa 25km dalla centrale), provincia di Fukushima" pertanto, continua Okada, "saranno in circolazione nei prossimi giorni gli spinaci, i cavoli e altre verdure provenienti da queste zone. E' ancora bloccata invece la spedizione di merci dei prodotti delle zone nel raggio di 20km dalla centrale e la parte sud della città di Minamisouma". Ma le novità non finiscono qui e sono agghiaccianti. Naoko Okada segnala che "La provincia di Fukushima ha annunciato ieri che il latte estratto nella città di Kawamata (dista 47km dalla centrale) e di Iitate (dista 39km), situate nel raggio delle 'zone di evacuazione progettuale' (zone stabilite dal governo l'11 aprile, fuori dal raggio di 20km dalla centrale ma nelle quali tutti gli abitanti devono gradualmente evacuare entro un mese) contenevano le sostanze radioattive di quantità inferiore al valore del limite di sicurezza per tre esami consecutivi, quindi da domani questo latte andrà in vendita, le mucche però saranno portate fuori delle zone di evacuazione". Chi segue con attenzione la vicenda di Fukushima si ricorderà almeno del nome "Iitate" (leggi "Fukushima: Greenpeace raccomanda evacuazione di donne e bambini" http://is.gd/rAvuYj), cioè quella città per cui l'esperto di radioprotezione Jan van de Putte di Greenpeace affermava: "E' nostro obbligo morale comunicare adesso i nostri risultati. La maggior parte delle persone vive ancora in aree contaminate come Iitate, dove bastano pochi giorni per essere esposti alla dose massima di radiazione consentita in un anno. Il Governo deve agire immediatamente per evacuare le zone più contaminate, a cominciare dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza". Naoko Okada quindi, visto che i dati che fornisce sono ufficiali, dato che li legge dal quotidiano "Yomiuri Shinbun" del 26 maggio, si chiede, senza malizia: "Le verdure che crescono a 25km dalla centrale sono sicure, ma l'erba da foraggio che cresce a 82km dalla centrale è pericolosa da far mangiare alle mucche, questi due fatti sono contraddittori, anche se immagino che i canoni degli esami siano diversi poiché un esame è fatto dal governo per l'essere umano, un altro dalla provincia e pensato per il bestiame che però produce gli alimenti che mangiamo e beviamo. Però se pensiamo con il senso comune si capisce che c'è qualcosa che non va". E un dubbio - verità comincia forse a balenare nella sua mente: "Potrei essere paranoica ma credo che, quando non ci fanno vedere qualcosa in modo chiaro, sarà perché non vogliono che la capiamo. Si sa ormai che la centrale sta continuando a perdere le sostanze radioattive in aria e in mare, ma ogni parola delle autorità deve essere pronuciata con molta cautela perché influenza drasticamente la reputazione dei prodotti, l'impressione della gente e persino l'economia e il mercato finanziario". Intanto due organizzazioni indipendenti, Greenpeace e l'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) rivelano nuovi dati sulla tragedia nucleare giapponese. Greenpeace segnala la contaminazione marina provocata dai rettori in crisi a Fukushima con l' "elevata presenza di iodio radioattivo trovata nelle alghe" ("I risultati parlano chiaro" http://is.gd/ISUbB6), mentre l'AIPRI segnala la potenzialità dei fattori in gioco nell'impianto nucleare giapponese, calcolando che corrispondono "alla cifra apocalittica di più di 3000 miliardi di dosi letali potenziali di cui una percentuale indefinita è già equamente distribuita nell'intero emisfero nord" ("3000 miliardi di dosi letali potenziali" - http://is.gd/ol1W5O).

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