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Nucleare: Fukushima insegna, 8 giapponesi su 10 dicono stop a centrali

In Giappone Fukushima non accenna a "spegnersi" e continua negli "effluvi" di radioattività. I giapponesi cominciano ad essere stanchi e l'82 per cento in un sondaggio dichiara che vuole (chi immediatamente, chi gradualmente) mandare in decommissioning i 54 reattori nucleari nipponici.

Il vento anche in Giappone è sta cambiando. E quando si parla di vento, con un impianto nucleare come quello di Fukushima in piena crisi, non si pensa più solamente a quello che spettina o a quello che porta nuove idee, ma soprattutto al vento che dissemina i radionuclidi. I modelli che simulano il fallout radioattivo giornaliero sul Giappone proveniente da Fukushima non sono più molti, ma qualcuno sopravvive in rete (http://is.gd/sJqnIi) e incominciano anche ad apparire timidamente dei dati ufficiali che non fanno altro che portare ad una piena coscienza della situazione: cioè una vera e propria catastrofe. Così i giapponesi stanno incominciando a comprendere la situazione in cui vivono e con cui dovranno convivere nei prossimi secoli, che non è compatibile con le bugie, con l'omertà criminale delle lobby politiche e industriali e, in fin dei conti, con la stessa esistenza dell'energia nucleare. Come scriveva da Kyoto Naoko Okada per XL di La Repubblica: "Mi chiedo in che vita angosciosa siamo incastrati. Questo dover preoccuparsi delle radioattività durerà per molti anni, già mi sento stanca solo a pensarci. Ora che stiamo scoprendo la vera dimensione del pericolo mi viene voglia di scappare all'estero, anche se ormai non me lo dice di farlo più nessuno" (http://is.gd/uY8Izs). La "vera dimensione del pericolo" sta portando progressivamente i giapponesi a riflettere sul problema e a dire NO al nucleare, come abbiamo riportato qualche giorno fa (Giappone: "Nucleare essenziale" dice Ministro, ma il popolo dice NO http://is.gd/WmeWTt). Mentre il Ministero dell'Industria nipponico fa sapere l'intenzione di riattivare i reattori "sicuri" (su 54 reattori nucleari attualmente ne sono in funzione 19) cresce la protesta nella popolazione. Un nuovo sondaggio del quotidiano Tokyo Shimbun rivela che l'82% dei giapponesi desiderano che il Paese del Sol Levante proceda al "decommissioning" (lo smantellamento) delle centrali nucleari e solamente il 14% desidera che i 54 rettori nucleari continuino nella loro opera di fissione nucleare. Il 67% dei giapponesi non vuole inoltre che venga costruito più alcun reattore nucleare. Questo nuovo sondaggio è perfettamente in linea con quello dell'Asahi Shimbun che, solo pochi giorni fa, indicava un 74% dei giapponesi che voleva rinunciare, se pur dopo un "periodo di transizione" alle centrali atomiche. Secondo molti analisti la percentuale che vuole l'uscita dal nucleare in Giappone salirà con la diffusione delle informazioni sulla contaminazione radioattiva dei territori.

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