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Nucleare: Fukushima è uguale a 2000 bombe atomiche. Altro che Chernobyl

Su Fukushima regna un silenzio spettrale, come se l'incidente di Chernobyl, ad un mese dall'esplosione, fosse rimasta solamente una notizia "di nicchia", per i soliti quattro fissati. Ma se Tepco vede in tre mesi la fine delle "fughe" radioattive, nel frattempo che cosa respiriamo?

Su Fukushima spira un silenzio inquietante a tutti i livelli. Paragonato al tam tam giornalistico che coprì la "marea nera" della BP, Fukushima equivale ad una notizia di gossip "globale" di medio taglio. L'apocalisse nucleare giapponese viene progressivamente soffocata dai media, tanto che molte persone credono che sia stata risolta, che non ci siano più pericoli, che anche la famigerata "nube radioattiva" si sia fermata. Ma non è così, e lo sussurrano anche la Tepco e le autorità giapponesi. Ma nulla è chiaro, e nulla è a portata di mano dei cittadini e delle organizzazioni indipendenti che vorrebbero controllare dati e rilevazioni. Non si capisce infatti quanto le centrali stiano ancora "eruttando" isotopi radioattivi visto che di questi "fumi" non si parla mai, ma anche dalle ultime immagini diffuse da TEPCO in tutte le reti all-news, questi vapori di vedono eccome. Tepco ha annunciato che ci vorranno dai sei ai nove mesi per avere ritenere "sotto controllo" i reattori di Fukushima e afferma di poter fermare del tutto la fuoriuscita di radioattività nel giro di tre mesi. Questo stop delle radiazioni dovrebbe essere ottenuto grazie all'avviamento del sistema "di raffreddamento dei reattori e delle barre di combustibile". Ma come credere a questo Moloch giapponese ormai famoso in tutto il mondo per aver raccontato delle frottole ancora prima dell'incidente di Fukushima? E come credere ancora che ci siano in piedi i "sistemi di raffreddamento" dei reattori dopo aver visto i ruderi degli impianti? Intanto il CRIIRAD francese continua a raccogliere le firme per la "Petizione per la totale trasparenza sulla radioattività dell'aria che respiriamo" visto che i dati del Comprehensive Test Ban Treaty (Trattato di bando complessivo dei test nucleari) rimangono "confiscati dagli Stati". Ma tanto per dare un'idea ci ciò che per almeno tre mesi potremmo "respirare" (se non per 6 o 9 mesi, oppure per sempre, come si potrebbe anche ipotizzare), arriva l'analisi dell'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) fondata nel 1993 da Jean Pignero e da Maurice Eugène André (specialista militare in protezione NBCR). L'associazione internazionale a scopo esclusivamente scientifico fa quindi due calcoli sull'"equivalenza" del potenziale di Fukushima rispetto a ciò che, familiarmente, ci viene in mente quando pensiamo al nucleare: le bombe atomiche. L'AIPRI fa una semplice ed inquietante equivalenza: Fukushima è uguale a 2000 bombe atomiche. In sostanza, scrive l'AIPRI sul suo blog (http://is.gd/FKbDrS) "le circa 200 tonnellate di combustibile presenti nelle 4 centrali e le 2800 tonnellate di scorie delle malandatissime piscine sovrastanti i reattori, rappresenta un micidiale ed apocalittico potenziale contaminante per avvelenamento interno dell'intera umanità equivalente a quello di 2000 bombe atomiche di fissione (di 500 kt ciascuna...)". Quindi, continua l'AIPRI, "Fukushima è insomma in grado di disperdere nella biosfera 5 volte più veleni "longevi" respirabili (cesio 137, stronzio 90, plutonio 239, ecc.) che l'insieme delle esplosioni atmosferiche non lo hanno fatto. In sintesi è come se Fukushima 'valesse' 1000 Megaton!".

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