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Nucleare: Fukushima, TEPCO ammette meltdown in reattore 2 e 3 MOX

TEPCO dopo aver ammesso la fusione del combustibile nucleare al reattore 1, ammette anche il "possibile" meltdown al numero 2 e 3 alimentato a MOX (uranio-plutonio). La catastrofe di Chernobyl incomincia a sembrare una passeggiata rispetto a Fukushima, e anche meglio gestista.

A Fukushima si incominciano a scoprire le carte, con molta prudenza certo (sono altamente radioattive), ma si inizia a sapere un po' di più rispetto all'apocalisse nucleare iniziata il giorno del terremoto in Giappone. Dopo l'ammissione del meltdown del reattore numero 1 di Fukushima Daiichi ora viene il turno dell'ammissione della fusione al reattore numero 2 e numero 3 (MOX). Ovviamente l'ammissione è "alla giapponese", molto vicina concettualmente, in senso politico, all'ammissione "all'Italiana", dove si cerca di dare sempre, anche in tema di nucleare, un colpo al cerchio e uno al vessel. Un consigliere del Primo Ministro Naoto Kan ha dichiarato lunedì che l'11 marzo, giorno del terremoto e del relativo tsunami in Giappone, l'iniezione di acqua di raffreddamento ai reattori numero 2 e numero 3 dell'impianto di Fukushima Daiichi è fallito "per più di sei ore" dopo il sisma. L'ammissione è una nuova piccola parte di verità che viene a galla ed è stata riportata anche dall'agenzia giapponese Kyodo News. TEPCO nell'indifferenza dei media "mainstream" (e purtroppo di una larga parte del web) sta incominciando ad aprire il vaso di pandora del disastro. Tokyo Electric Power Co non sarebbe stata, secondo il consigliere, in grado di raffreddare i reattori numero 2 e 3 a causa di una perdita di energia elettrica per un lungo periodo dopo il sisma e riconosce quindi che il carburante nei vessel (la "pentola a pressione" del reattore) potrebbe essere in gran parte fuso "nella peggiore delle ipotesi". (Un colpo al cerchio). Ma l'esperto del governo è ottimista (e vengono i brividi) visto che conferma che il governo si atterrà al calendario che assicura l'impegno nel risolvere la crisi in sei nove mesi. (Un colpo al vessel). Oltre alla propaganda, la situazione a Fukushima rimane quindi disperata. TEPCO dopo aver ammesso negli scorsi giorni che la "maggior parte" del carburante al reattore numero 1 di Fukushima si sarebbe sciolto appena dopo 16 ore dal terremoto dell'11 marzo, ora continua ad ammettere che lo stesso meltdown potrebbe essere successo anche al reattore numero 2 e numero 3, senza contare che il terzo reattore contiene il famigerato MOX (Mixed oxide fuel, miscela di uranio impoveriti e plutonio). Intanto la contaminazione radioattiva incomincia ad entrare nella catena alimentare, a cominciare dalle alghe ("Nucleare Giappone, Greenpeace: fermare raccolta ALGHE radioattive" http://is.gd/ioXzog).

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