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Nucleare: Comuni "ex nucleari" fanno causa al Governo per i rimborsi

Caorso, Saluggia, Trino Vercellese, Rotondella, Ispra e Piacenza sono comuni "ex nucleari" che non ricevono più le "misure di compensazione" spettanti ai Comuni dal 2005. L'ANCI ha avviato un'azione legale contro il Governo e minaccia il blocco dello "smantellamento" dei vecchi impianti. Saglia rassicura.

Il nucleare "è un'eredità pesantissima per le generazioni future". Questa è una frase che si sente spesso, ma che non sortisce mai l'effetto sperato nelle persone "insensibili" al problema, anche per il fatto che l'industria nucleare è piuttosto giovane, inaugurata "col botto" nelle inumane esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki appena nel 1945 e coronata da grandi catastrofi quali Chernobyl (1986) e Fukushima (2011). Ma gli impianti nucleari di "prima generazione", o gli impianti di ricerca, o i rettori mai completati incominciano ad "avere un'età" tanto che ci sono Comuni italiani, cosiddetti "ex nucleari" in cui le "vecchie" centrali incominciano già a pesare sulle nuove generazioni e sui "vecchi" cittadini, almeno economicamente. Soprattutto perché molto spesso questi comuni vengono "dimenticati" dai governi sempre in altre faccende affaccendati. E'l'ANCI, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani a sollevare il problema di questi Comuni, avviando addirittura un'azione legale nei confronti del Governo. Fabio Callori, Presidente della Consulta e Sindaco di Caorso, parlando a margine di una riunione l'11 maggio negli uffici dell'ANCI è piuttosto netto: "Oggi sei Comuni della Consulta ANCI dei Comuni sedi di impianti nucleari (Caorso, Saluggia, Trino Vercellese, Rotondella, Ispra e Piacenza) hanno avviato un'azione legale nei confronti del Governo a tutela degli interessi dei Comuni e dei cittadini per chiedere che vengano ripristinate le somme spettanti ai Comuni dal 2005". Come si legge in una nota dell'ANCI "Queste somme sono previste dal dl 314/2003 (cd. Decreto Scanzano) che ha istituito misure di compensazione territoriale a favore dei Comuni che ospitano le vecchie centrali nucleari e impianti del ciclo di combustibile nucleare fino al loro definitivo smantellamento". Quindi soldi "dovuti" per la responsabilità e il peso di ospitare nel territorio pezzi di un'industria che porta parecchi pensieri. "Oggi – ha denunciato il Presidente della Consulta - ci ritroviamo poi a dover anche inseguire l'erogazione di quello che rimane, ovvero il 30% che è stato già deliberato dal Ministero dell'Ambiente per le annualità 2008-2009 e contabilizzato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico, ma ad oggi il CIPE non si è ancora espresso per le ripartizione del fondo e probabilmente ciò comporterà oggettive difficoltà per il completamento delle opere in corso di realizzazione sul territorio". "Siamo letteralmente sconcertati dalle 'menzogne' che ci vengono raccontate – conclude Callori – le carte e le risorse per le Delibere CIPE ci sono tutte e oggi ne abbiamo avuto conferma; ancora una volta non riusciamo proprio a capire il perché di queste negligenze". Il Presidente della Consulta e Sindaco di Caorso conclude con un avviso: "A fronte del perdurare della situazione i nostri Comuni potrebbero vedersi costretti a bloccare i processi di smantellamento dei vecchi impianti". Il sottosegretario Stefano Saglia risponde alla presa di posizione dell'ANCI assicurando che il tema delle compensazioni ai comuni sedi di impianti nucleari verranno portati all'attenzione della prossima riunione del CIPE.

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