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Nucleare: Chiesa, Fukushima lezione per Giappone e per intero pianeta

La Chiesa cattolica giapponese riflette una volta di più dopo Fukushima sulla pericolosità dell'energia nucleare e sui fedeli che stanno nella "zona calda" intorno all'impianto di Fukushima. Fukushima sarà una lezione indimenticabile per tutti, credenti e non.

Ogni essere umano, credente o meno, dovrebbe fermarsi ogni giorno per un poco ad osservare la bellezza del Creato, la perfezione di qualsiasi filo d'erba, la complessità del più piccolo sassolino, per non parlare del miracolo della vita di ogni animale e di ogni uomo. Questo esercizio farà assaporare meglio l'amarezza delle guerre, della sofferenza, delle ferite che con disinvoltura l'uomo fa alla natura, a se stesso e ai suoi simili. Fukushima è un boccone molto amaro da masticare (e digerire) e certamente non può che far riflettere sulla tracotanza e sulla presunzione tipica dell'animo umano. L'Agenzia di stampa Fides riporta le parole del Vescovo ausiliare di Osaka, Mons. Michael Goro Matsuura che dichiara (http://is.gd/IWEb7C): "La questione su quale direzione stiamo prendendo, per la creazione di altre centrali nucleari, è un grande interrogativo. Con la Commissione Giustizia e Pace dei Vescovi giapponesi, che ho guidato fino all'anno scorso, abbiamo sensibilizzato le coscienze per contrastare la costruzione di nuove centrali nucleari, in Giappone e nel mondo intero. Credo che questo grave incidente debba essere una lezione per il Giappone e per l'intero pianeta, e costituisca uno stimolo ad abbandonare tali progetti. Chiediamo la solidarietà dei fedeli cristiani in tutto il mondo per sostenere questa campagna". Anche un altro vescovo della dicocesi di Saitama, Marcellino Daiji Tani, dichiara a Fides che la gente che vive nel raggio di 30 km dalla centrale è in stato di grande ansietà. Molti stanno continuando a lasciare la Prefettura di Fukushima. I nostri fedeli della parrocchia di Shirakawa sono ancora là, ma potrebbero anche loro spostarsi. E' dovere del governo dare gli opportuni ordini di evacuazione". E' questa l'atmosfera che la Chiesa cattolica sta vivendo in Giappone, un'atmosfera "radioattiva" che sembra non venga ben compresa dalle autorità che continuano, per alcuni in modo criminale e irresponsabile, a non far evacuare in massa la popolazione in un raggio di almeno 40 Km dall'impianto nucleare di Fukushima, come hanno consigliato anche gli esperti indipendenti di Greenpeace.

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