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Nucleare, AIPRI rivede le stime di Fukushima: "L'apocalisse è servita"

Da Fukushima continuano ad arrivare, nel silenzio, notizie e rivelazioni catastrofiche. La capacità di stoccaggio delle piscine era "sottostimata": l'AIPRI rivela che, invece di esserci "solamente" 2800 tonnellate di combustibile "esaurito", ce ne sarebbero state 9500t. Un disastro.

Nel mondo ci sono pochissimi dati "indipendenti" su Fukushima. A dire la verità scarseggiano anche quelli "ufficiali", ma ciò che manca davvero, quando questi escono, è la loro interpretazione scientifica, dato che servono competenze fuori dal comune per interpretarli. A questo bisogna aggiungere che spesso chi ha le competenze per fare questi "calcoli" è così profondamente legato alla sua "appartenenza" da non essere disposto a condividere con la popolazione la sua "scienza". Una delle poche associazioni nel mondo, se non unica per le sue specificità, fondata da uno dei maggiori esperti nucleari "militari", il compianto Maurice Eugène André, è senz'altro l'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants, capitanata da Paolo Scampa) che con molta pazienza e lavoro indefesso cerca di traslare cifre e numeri per renderli comprensibili sia agli scienziati atomici (che spesso non sono esperi di "radioprotezione") sia ai cittadini che hanno difficoltà a capire la differenza tra Bequerel, Sievert e Curie. Per capire che cosa significhi Fukushima ad esempio, l'AIPRI l'aveva già espresso con una semplice equivalenza: "Fukushima = 2000 bombe atomiche" e spiegava già sabato 16 aprile scorso (http://is.gd/FKbDrS), con i pochissimi dati che si conoscevano, che "Fukushima, ossia le circa 200 tonnellate di combustibile presenti nelle 4 centrali e le 2800 tonnellate di scorie delle malmenatissime piscine sovrastanti i reattori, rappresenta un micidiale ed apocalittico potenziale contaminante per avvelenamento interno dell'intera umanità equivalente a quello di 2000 bombe atomiche di fissione (di 500 kt ciascuna...)". Ma i dati dall'impianto giapponese in crisi sono continuati a fluire (come le radiazioni nell'aria e nell'acqua), e l'AIPRI, dopo successive analisi, arrivava ad una successiva prudente stima che Fukushima (in un post di giovedì 26 maggio http://is.gd/ol1W5O), "valeva" ben "3000 miliardi di dosi letali potenziali" spiegando che "A Fukushima, inoltre, il carburante nucleare è superiore di 3 volte rispetto a Chernobyl (577 t. VS 192 t.) e contiene 4 volte di più prodotti di fissione (8 t. VS circa 2,2 t.) rispetto alla centrale nucleare sovietica. Se prendiamo in considerazione il carburante presente nei reattori (577 tonnellate) sia quello "esausto" (2800 tonnellate) i prodotti di fissione e di attivazione di Fukushima valgono 8 volte in più dei prodotti di fissione e di attivazione dei test atomici in atmosfera e 39 volte più di Chernobyl. In termini di dosi letali potenziali per inalazione (valore in Becquerel di ogni elemento moltiplicato per il fattore di dose proprio e il tutto diviso per 5), calcolate coi fattori di dose UFFICIALI i più bassi forniti dalla AIEA, queste corrispondono alla cifra apocalittica di più di 3000 miliardi di dosi letali potenziali di cui una percentuale indefinita è già equamente distribuita nell'intero emisfero nord". Ma questi dati, solamente ieri "prudenti", ora sembrano essere solamente ottimistici. Al peggio di Fukushima sembra difatti non esserci mai fine visto che, da ciò che si legge dal Giappone (http://is.gd/6Bo4gR), le piscine dove viene conservato il combustibile "esausto" per raffreddarlo, non è di 2800 tonnellate, come era stato dichiarato, ma di ben 9500 tonnellate. La notizia viene riportata dall'AIPRI che (sarcasticamente) "corregge velocemente il tonnellaggio" espresso "nel post precedente", che abbiamo già citato. Per capirci, le "3000 miliardi di dosi letali potenziali" sono molte di più. I nuovi dati forniti da un parlamentare giapponese svelano infatti che la capacità totale di stoccaggio delle piscine delle scorie a Fukushima sarebbe di 15mila tonnellate che, al momento del terremoto dell'11 mazro, erano riempite di ben 9500 tonnellate di scorie ("e non - scrive l'AIPRI - 'unicamente' delle circa 2800t dichiarate"). L'AIPRI quindi mette in guardia dal fatto che, se la notizia verrà confermata, questo significherebbe: "più di 38 tonnellate di plutonio 239, più di 6 tonnellate d'americio 241, più di 28 tonnellate di uranio 236, più di 5 tonnellate di cesio 137" concludendo che: "L'apocalisse è servita". Il fatto che Fukushima sia una vera e propria "apocalisse nucleare", sia in senso greco (quindi di "rivelazione"), sia in senso comune (quindi di catastrofe di proporzioni "bibliche"), non è stato solamente confermato "illo tempore" dal commissario europeo per l'energia Gunther Oettinger che definì la catastrofe atomica giapponese in questa maniera ("Nucleare Giappone: Fukushima? E' Apocalisse nucleare, dice l'Europa" http://is.gd/UAO1o7) ma anche dagli scienziati nucleari che chiedono alla AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) di "aggiornare" la scala INES (scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici - International Nuclear and radiological Event Scale) al "Livello 8". Per ora c'è solamente il "Livello 7" (con Chernobyl e Fukushima a parimerito) che descrive il caso di "incidente catastrofico". Manca quindi quello "apocalittico", il "Livello 8", dedicato esclusivamente al sito giapponese di Fukushima.

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