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Nube radioattiva in Italia: psicosi da "sana e robusta informazione"

La "nube radioattiva in Italia" sembra stia muovendo molti italiani a cercare ioduro di potassio. Subito si grida alla "psicosi" irrazionale, ma è troppo semplice e semplicistico bollare il comportamento di cittadini preoccupati che non si sentono per niente "rassicurati".

In Italia sarebbe scattata la "psicosi" sulla nube radioattiva e sul famigerato "iodio 131", lo iodio radioattivo reso celebre dalla catastrofe di Chernobyl del 1986 e riportato alla ribalta dall'apocalisse di Fukushima, ancora in corso. I media "mainstream" già bollano la vicenda come irrazionale e ridicola senza voler comprendere che questa "psicosi" è una "patologia d'élite" e assolutamente non legata alla massa che purtroppo è, in senso lato (ma non troppo) analfabeta (di ritorno o di partenza, ma anche di destinazione). In questa ricerca di "iodio buono", come le capre cercano il "sale grosso", l'italiano di "sana e robusta informazione" risponde al suo istinto di sopravvivenza da "The Day After" e non può essere condannato in modo così semplicistico. Il motivo scatenante della "psicosi" post-atomica è infatti da ricercare nell'opacità (e purtroppo nell'omertà) dell'informazione "ufficiale" che, a livello mondiale, a cominciare dal Giappone, si sta facendo su Fukushima e i suoi pericoli letali. Chi cerca "soluzioni" a un eventuale fallout radioattivo non è certamente "mastro Zappittu" (il quale pensa che il "fallaut" sia al massimo un gesto antisportivo anche se lui lo chiama semplicemente "fallaccio" o "fallach"), ma persone mediamente informate e istruite che entrano "in paranoia" per il fatto che si sentono probabilmente presi in giro dall'assenza di dati certi e credibili. Mentre infatti a "mastro Zappittu" basta il fatto che chi "tranquillizza" sia chiamato "scienzìato" dal giornalista, alla persona istruita non possono bastare discorsi ridicoli o prese di posizione che non hanno basi logiche (se non quelle del libro paga delle lobby). Ecco perché la "psicosi" degli "istruiti" non è da sottovalutare dal punto di vista sociale, politico e umano. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, dice che "Questa corsa ai medicinali in funzione di profilassi contro le radiazioni non si è registrata soltanto in Italia" e rivela che "In Francia la Farmacia centrale delle Forze armate ha ricevuto centinaia di richieste per preparati a base di iodio, ma anche lì le autorità sanitarie preposte alla radioprotezione hanno ribadito che questi medicinali, nella situazione europea, sono inutili e caso mai dannosi anche per chi fosse di ritorno dal Giappone". E ricorda che "La catastrofe che ha colpito il Giappone è un evento che ha commosso e impressionato, ma che non deve suscitare panico e allarmismi per la salute della popolazione italiana a causa di una possibile esposizione a elementi radioattivi trasportati dalle correnti aeree". Proprio per questo motivo è necessario però che le autorità mondiali e nazionali, a partire dalla AIEA e dall'OMS incomincino a fornire dati credibili e trasparenti ai cittadini e alle organizzazioni indipendenti. Proprio per questo è interessante leggere l'articolo dal titolo "Nube radioattiva da Fukushima? E' segreto di Stato, denuncia CRIIRAD" (http://is.gd/A7QHGv).

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