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Nube radioattiva in Italia: piccole tracce Iodio 131 e Cesio 137

La nube radioattiva in Italia è sempre presente, nel senso che Fukushima continua nei suoi "effluvi" radioattivi e i venti a spirare. Nel Pianeta Terra "sistema chiuso", gli isotopi radioattivi arrivano quindi anche da noi. Per ora solo piccole tracce di Iodio 131 e Cesio 137 dice ISPRA.

Il mondo è preoccupato per la catastrofe nucleare di Fukushima e per la nube radioattiva che attraversa il mondo, sia pure con differenti concentrazioni e "diluizioni". Ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che gli elementi radioattivi si accumulano nell'ambiente e, piano piano, se non verrà risolta la situazione nei reattori giapponesi, anche in luoghi molto lontani come il nostro, potrebbero forse esserci dei problemi. Per questo, oltre alle ricerche indipendenti (soprattutto del CRIIRAD francese) l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) "nell'ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorità di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorità di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l'evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell'11 marzo". L'ISPRA garantisce misure giornaliere e anche "misure di deposizione" al suolo con cadenza settimanale, soprattutto per ciò che concerne la presenza di Iodio 131 e Cesio 137. "I risultati delle misure di concentrazione in aria effettuati tra il 23 e il 31 marzo hanno evidenziato in alcuni campioni la presenza di piccole tracce di Iodio 131; ed in un campione piccole tracce di Cesio 137. Inoltre, alcune Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente hanno rilevato la presenza di tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo" scrive l'ISPRA e sottolinea che "tali valori non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario" e aggiunge "Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell'intensità di dose gamma in aria dell'ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale". Quindi per ora, secondo ISPRA, nessun pericolo per gli effluvi radioattivi di Fukushima, anche se i sensori sono sempre all'erta. Anche quelli indipendenti, naturalmente.

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