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Italiani tornati dal Giappone: molti contaminati, ma nessun rischio

Gli italiani tornati dal Giappone e soprattutto da Tokio sono risultati in parte contaminati ma in modo assolutamente minimo dal "classico" iodio 131. Nessun problema per la salute né presente né futuro assicurano i medici.

Tutto ok per gli italiani tornati dal Giappone, almeno per quanto riguarda il grado di "assorbimento" di radiazioni. Nessun pericolo, solo un grande spavento, per alcuni. Il Ministero della Salute ha diramato il 18 marzo un comunicato dove rassicura tutti: "Ad oggi, hanno effettuato controlli 23 persone, di cui 3 in Lombardia, presso l'ospedale Niguarda Ca' Grande di Milano e 20 in Toscana di cui 14 presso l'Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze e 6 presso l'Azienda Ospedaliera di Pisa. Tutti i soggetti controllati sono risultati negativi all'esame radiometrico esterno per la rilevazione di contaminazione cutanea o tiroidea. In 14 delle persone esaminate, 11 in Toscana e 3 in Lombardia, sono state rilevate lievi tracce di iodio 131 nelle urine, da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare" si legge dalla nota del Ministero della Salute. A molti ha colpito il "da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare" e il Ministero non manca di sottolineare infatti che "l'esame è stato eseguito con strumenti di ultima generazione ad altissima sensibilità che registrano anche quantità infinitesimali di radioattività". Anche il 20 marzo, all'ospedale di Careggi a Firenze almeno 80 su 108 persone, molte delle quali appartenevano al "Maggio musicale fiorentino" (che si trovavano a Tokyo nei giorni dell'incidente nucleare) sono risultate contaminate da Iodio 131. La contaminazione però non desta preoccupazione visto che la dose assorbita è assolutamente minima, "da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare" verrebbe da dire.

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